“Un piede nell’Eden”: mai titolo fu più azzeccato per questo dialogo in cui tre esperienze autonome, avvenute all’incirca negli stessi anni, riflettono sull’elemento naturale, coinvolgendo fotografia, disegno e grafica. Succede al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia nell’esposizione curata da Ilaria Campioli, che parte dall’opera di Luigi Ghirri, uno dei più grandi maestri della fotografia italiana, per esaminare diverse sperimentazioni fotografiche intorno al tema della natura.
Inaugurata in concomitanza con il festival di Fotografia Europea, la mostra è suddivisa in tre sezioni: nella prima, dedicata appunto all’opera di Luigi Ghirri, sono presentate 59 immagini realizzate prevalentemente in parchi e giardini fra il 1984 e il 1988, luoghi in cui, secondo l’autore, è possibile rivivere e sperimentare un sentimento di appartenenza con la natura. Fin dagli inizi, la ricerca fotografica di Luigi Ghirri si caratterizza per un forte interesse verso l’elemento naturale del quale non manca di cogliere e mettere in luce le numerose contraddizioni. Da Colazione sull’erba, serie realizzata fra il 1972 e il 1974, in cui Ghirri opera una potente riflessione sulla trasformazione della natura in puro elemento decorativo, attraverso Un piede nell’Eden, che accoglie lavori realizzati fra il 1984 e il 1988 in diversi parchi e aree verdi d’Italia e d’Europa, l’antropizzazione dell’elemento naturale e la progressiva scomparsa delle aree verdi alle porte delle città lo guidano alla ricerca di una nuova immagine in grado di restituire la complessità di un paesaggio in via di sparizione. Tutte le opere in mostra sono stampe vintage ad eccezione delle sei relative a Colazione sull’erba e delle sette immagini appartenenti alla ricerca su Versailles.
