Carducci la chiamava la “fata bianca”, probabilmente per l’abbigliamento. Lei, in una cartolina illustrata, inviata a Carducci il 10 ottobre 1905, scrive: “A Lei nel desiderio e nel sogno. Silvia”. Nell’ultimo anno di vita del premio Nobel, il 1906 (morirà nel febbraio 1907) sono circa ottanta le lettere che testimoniano la loro fitta corrispondenza: lui, malato e sofferente, detta le sue righe, lei accorre a Bologna al suo capezzale.
Tutto questo è testimoniato nel fitto carteggio tra il poeta Giosue Carducci e la contessa Silvia Baroni Semitecolo, acquisito dal Comune di Bologna con il contributo della Regione Emilia-Romagna, sulla base del Piano bibliotecario 2023. Una corrispondenza, quella tra il poeta e la moglie del conte faentino Giuseppe Pasolini Zanelli, che va così ad arricchire il patrimonio del Settore Biblioteche e Welfare Culturale del Comune, e che sarà presto messo a disposizione degli studiosi e del pubblico.
