Quale futuro per i Distretti del Cibo – www.regione.piemonte.it

11 Set, 2024


Primo incontro ieri pomeriggio fra l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni e gli otto Distretti del Cibo attivi in Piemonte.

Un incontro di cui l’assessore ha voluto sottolineare l’importanza: «La delega specifica al Cibo è stata voluta esplicitamente dal ministro Lollobrigida. Intendo dare vita alla filiera agroalimentare corta per il cibo piemontese, che parta dai prodotti che identificano i territori e coinvolga i produttori, il settore del commercio anche di vicinato, i mercati, la ristorazione e la promozione locale, nazionale e internazionale delle nostre eccellenze. Presenteremo a fine mese la nostra offerta di prodotti ambasciatori del territorio al G7 dell’agricoltura di Ortigia, al Salone del Gusto e Terra Madre e il 6 aprile prossimo a Vinitaly. È l’avvio di un percorso di costruzione complesso che vedrà un cambio profondo di paradigmi, in cui soggetti come i Distretti del Cibo devono diventare attori fondamentali».

All’incontro sono intervenuti gli 8 Distretti nati in Piemonte fra il 2022 e il 2024 e operativi sul territorio regionale: Chierese-Carmagnolese, Monregalese-Cebano a indirizzo biologico, Roero, Langhe Monferrato, Frutta del Saluzzese, Terre da Tastè del Pinerolese, Mombarone, Serra Morenica e Naviglio di Ivrea, Alta Langa e Cebano.

Il progetto di Bongioanni è «trasformare questa eterogeneità in un punto di forza. I Distretti devono avviare al loro interno una seria riflessione sull’adeguatezza della loro rispettiva natura giuridica rispetto agli obiettivi che intendono raggiungere e al ruolo che possono rivestire. La Regione istituirà un tavolo di coordinamento, ma per sviluppare la filiera corta dobbiamo pensare seriamente alla costituzione di una partecipata regionale destinata esclusivamente alla promozione del prodotto cibo. Una realtà strutturata, eventualmente dotata di una struttura manageriale. Lo strumento legislativo potrebbe essere una nuova legge regionale che garantisca la possibilità di stanziare in anticipo a bilancio le risorse necessarie ai Distretti al di là della rigidità della programmazione europea e senza costringerli a dipendere totalmente dai bandi, permettendo loro di lavorare con un’adeguata progettualità. Per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari del Piemonte, i Distretti possono fare quello che i Consorzi fanno per i nostri vini e le Atl per i territori turistici: così anche il cibo piemontese potrà camminare per il mondo in modo strutturato e godere della promozione che merita».

 



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