È partita dal Piemonte ed è arrivata fino al Parlamento una modifica attesa da tanti sindaci e amministratori locali quale la revisione delle distanze cimiteriali previste dal Testo Unico delle leggi sanitarie, risalente al 1934: con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 il Parlamento ha infatti recepito la proposta di legge promossa dalla Regione Piemonte introducendo una maggiore flessibilità urbanistica, soprattutto a beneficio dei piccoli Comuni.
La modifica consente di realizzare all’interno della zona di rispetto cimiteriale e a una distanza non inferiore a 50 metri dal perimetro interventi urbanistici in presenza di determinate condizioni, previa deliberazione del Consiglio comunale e parere favorevole dell’Asl. Una soluzione che tiene conto delle moderne tecniche di sepoltura, delle mutate condizioni igienico-sanitarie e delle reali esigenze dei territori.
«È il risultato di un lavoro politico serio e concreto – sottolinea l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Gallo – che è partito dall’ascolto quotidiano dei sindaci ed è arrivato fino al Parlamento. Abbiamo trasformato una criticità diffusa in una proposta normativa equilibrata, capace di superare un vincolo rigido e ormai datato senza abbassare le tutele sanitarie. Per molti piccoli Comuni questa modifica rappresenta una vera opportunità di sviluppo e di governo del territorio».
Il percorso ha preso avvio il 9 settembre scorso, quando il Consiglio regionale del Piemonte ha approto una proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale fortemente voluta dall’assessore Gallo. Un’iniziativa che prendeva spunto dal fatto che la presenza dei cimiteri a ridosso dei centri abitati e l’applicazione rigida di una norma del vigente Testo Unico delle leggi sanitarie avevano finito per bloccare lo sviluppo edilizio e la valorizzazione del territorio. Dopo l’approvazione in Consiglio regionale, l’assessore Gallo ha quindi trasmesso la proposta di legge ai parlamentari piemontesi, richiamando la loro attenzione su un’iniziativa maturata dall’ascolto delle criticità segnalate da numerosi amministratori locali. L’obiettivo era sollecitare un sostegno trasversale affinché si potesse giungere in tempi rapidi a una modifica della normativa vigente, superando un vincolo che in molti piccoli Comuni, soprattutto montani, aveva rappresentato per anni un freno alla pianificazione urbanistica. In questo percorso, la proposta è stata raccolta in sede parlamentare e tradotta in un emendamento depositato dal senatore Giorgio Bergesio, che ne ha seguito l’iter fino all’approvazione definitiva.
La Regione Piemonte si conferma così capofila a livello nazionale su un tema che riguarda centinaia di amministrazioni locali e che per anni ha generato incertezze, rallentamenti e contenziosi. Con questo intervento normativo, evidenzia ancora una volta la bontà di un approccio pragmatico e responsabile all’urbanistica, capace di coniugare tutela della salute pubblica, autonomia decisionale degli enti locali e necessità di contrastare lo spopolamento e l’immobilismo edilizio, soprattutto nelle aree più fragili del Paese. Un risultato che rafforza il ruolo delle Regioni come ponte tra territori e Stato e che restituisce ai Comuni uno strumento in più per pianificare il proprio futuro.
