Case Enasarco, l’acquisto da parte del Comune di Roma mette in allarme i proprietari
Audizione in commissione Politiche abitative. Zevi e Trombetti (Roma Capitale): disposti a valutare con loro i criteri di assegnazione
12/02/2026 – Lacquisto di circa mille appartamenti di Ensarco da parte del Comune di Roma è stato al centro dellaudizione che si è svolta oggi nella commissione Politiche abitative del Consiglio regionale, presieduta da Laura Corrotti. Per la precisione si tratta di 1038 abitazioni: 336 di queste sono già state rogitate, per le altre lacquisizione dovrebbe avvenire nel corso del 2026. La stessa presidente ha spiegato la questione: Vogliamo capire quali sono i criteri di assegnazione di questi immobili. Sono inseriti in condomini dove ci sono anche proprietari privati e hanno paura che il loro immobile si svaluti.
Pasquale Ciacciarelli, assessore regionale alla Casa ha auspicato “un tavolo di confronto con il Comune. E un tema che conosciamo bene, anche come Regione abbiamo iniziato unazione di acquisto, ma di interi palazzi, destinati al social housing, Stiamo portando avanti un piano senza uguali negli ultimi 20 anni di questa Regione: oltre 125 milioni di euro per dare risposta allemergenza abitativa. Bisogna stare attenti a non alterare gli equilibri, il tessuto sociale. La nostra linea è quella di dismettere gli alloggi nei condomini non totalmente di proprietà pubblica. Roma Capitale sta andando allopposto, ha acquistato patrimonio sparso in condomini dove ci sono proprietà private, contro la legge nazionale e indicazioni regionali.
A spiegare il senso dellazione del Comune è stato Tobia Zevi, assessore alla Casa di Roma Capitale: A Roma mancano 70mila case nei prossimi 10 anni ha dichiarato Si tratta di unemergenza drammaticamente grande. Dobbiamo rispondere a tantissime famiglie. Abbiamo cominciato a mettere in campo una serie di azioni molto diverse: riformato il sistema di welfare abitativo, aumentato manutenzioni. Ci sono programmi edilizia per far costruire 30mila case per la fascia intermedia. Investiremo 500 milioni di euro. Stiamo portando avanti con Barcellona e Parigi la richiesta di fondi europei dedicati. In questo sforzo senza precedenti abbiamo deciso di comprare case popolari, attraverso un bando a cui ha risposto Enasarco.
Ci rendiamo conto del problema che si è creato – ha proseguito – siamo qui per ragionare insieme sulle modalità di assegnazione. Abbiamo già introdotto dei correttivi per quei palazzi dove la percentuale di appartamenti comprati è superiore al 15 per cento del totale. Saranno destinati alle donne vittima di violenza, alle forze dellordine, a padri separati. Inoltre, gli oneri condominiali saranno pagati direttamente dal Comune che poi si rivarrà sugli inquilini. Infine, ci saranno consulenti per fare valutazioni di impatto, scala per scala, pianerottolo per pianerottolo. Su questo tema serve, però un intervento del Governo.
Corrotti ha ricordato che il Governo ha estinto debito storico di Roma, sono 548 milioni che tornano a disposizione dellamministrazione.
In rappresentanza dei cittadini sono poi Massimiliano Valente, Maurizio Pugliese, Tiziana Siano, Marco Masotina, Giovanni Spagnolo, Monica Fusella, Carlo Lavorano ed Edoardo De Loiacono. Hanno protestato per la mancanza di informazione da parte del Comune di Roma. Il loro timore è di una forte svalutazione dellappartamento che loro hanno comprato a prezzi di mercato e sul quale hanno contratto mutui onerosi e di lunga durata. La loro richiesta è la sospensione immediata delle assegnazioni.
Dopo i loro interventi, la presidente Corrotti ha illustrato le richieste della commissione a Roma Capitale, sintetizzate in sei punti:
- Prevedere una quota reale a edilizia sociale e non Erp;
- Escludere qualsiasi deroga sulle assegnazioni anche per persone in emergenza abitativa
- Introduzione obblogo della valutazione dellimpatto ambientale sul territorio;
- Mettere a bilancio le risorse necessarie per pagare i canoni condominiali;
- Istituire un bando ad hoc per inserire in questi stabili solo persone che non hanno mai occupato, non morosi, non inseriti nei piani di vendita di Roma;
- Prevedere un patto di futura vendita con il Comune di Roma.
La replica è toccata a Yuri Trombetti, presidente della commissione Casa del Comune di Roma: Non ci sottraiamo ma al confronto, lo faremo in ogni palazzo dove andiamo a comprare le case. Le preoccupazioni sono legittime, ma abbiamo già introdotto correttivi che rispondono in gran parte alle richieste illustrate da Corrotti. Servono modifiche normative da parte della Regione per gestire meglio i condomini misti. Infine, lAter potrebbe ristrutturare i circa 800 alloggi vuoti che ha. In questa maniera si risolverebbe una parte del problema.
Secondo Marietta Tidei (Iv) è positivo che le istituzioni creino momenti di confronto. Serve una grande riflessione sui temi della casa. Propongo una serie di audizioni su questi temi. Il Comune ha il dovere di farsi carico di chi non può permettersi una casa, dando risposte anche ai legittimi timori dei proprietari”. Adriano Zuccalà (M5s) ha parlato di “tema estremamente complesso, dobbiamo procedere con il recupero patrimonio Ater”. Laura Cartaginese (Lega) ha chiesto a “Enasarco di spiegare perché dopo aver venduto le case ai privati a prezzo di mercato ha partecipato al bando al ribasso del Comune di Roma”. Secondo Marco Colarossi (FI) la situazione è scoppiata, il dialogo doveva partire due anni fa, invece, il Comune ha preferito una scelta calata dallalto”. Edy Palazzi (FdI) ha sottolineato che le istituzioni devono essere al servizio dei cittadini. Infine, Marika Rotondi (FdI) ha messo in evidenza che lacquisto in blocco crea disagio sociale.
Chiudendo la seduta, la presidente Corrotti ha spiegato che su questa tema ci sarà una seconda convocazione, a cui sarà invitata anche Enasarco. A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio
