Intervista al responsabile CAF / SCF – Servizi contabili e fiscali

4 Set, 2026

«Dietro ogni pratica c’è un’impresa che ha bisogno di una risposta»

Partiamo dal territorio. Quali sono oggi, a Milano, i problemi fiscali e amministrativi che incontrate più frequentemente tra microimprese, professionisti e lavoratori autonomi?

Negli ultimi anni c’è stata una cospicua evoluzione normativa nel settore e sono aumentati gli obblighi e gli adempimenti posti in capo ai vari soggetti che compongono il settore micro economico della società; le maggiori difficoltà riscontrate, soprattutto per la mole di informazioni eterogenee e spesso discordanti presenti in rete, sono quelle di una efficace comprensione delle informazioni e di individuazione dei singoli obblighi ed adempimenti a carico di ogni impresa, azienda e/o professionista.

Spesso chi apre una nuova attività non sa nemmeno da dove cominciare. Quali sono gli errori più frequenti che vedete nelle prime fasi di apertura di una partita IVA o di un’attività d’impresa?

Quello che, spesso, si riscontra nei soggetti che vogliono aprire una nuova attività, sia in forma di impresa che individuale, è una scarsa conoscenza delle competenze necessarie e degli aspetti amministrativi e fiscali connessi con l’attività che si intende svolgere.

La convenzione con Conflombardia prevede una consulenza iniziale gratuita di 60 minuti. Come avete pensato di utilizzare concretamente questo primo incontro e che cosa dovrebbe portarsi a casa l’impresa al termine della consulenza?

Questo primo incontro è svolto soprattutto per ascoltare la persona che si rivolge a me e capire quali sono le sue esigenze; sia per le nuove attività che per le attività già avviate, al termine di questo primo incontro il soggetto che si rivolge a me deve tornare a casa con la consapevolezza che le sue esigenze sono state ascoltate e comprese e che riceverà un servizio adeguato e professionalmente qualificato.

Molti piccoli imprenditori vedono la contabilità come qualcosa che riguarda soprattutto obblighi e scadenze. Quanto può invece diventare uno strumento per comprendere meglio l’andamento reale dell’impresa?

Più che della semplice “contabilità” io parlerei della corretta gestione delle risorse attraverso i cicli economico, finanziario e produttivo. Diventano uno strumento molto importante quando, attraverso un monitoraggio costante, consentono di individuare i “segnali” di una probabile situazione di crisi, di analizzare la situazione con l’impresa e/o il professionista, prima che la situazione diventi “pericolosa” per la prosecuzione dell’attività, ma, soprattutto, di concordare i correttivi necessari a fare fronte alla situazione.

Nell’accordo compare anche il business planning. Per una micro o piccola impresa ha davvero senso lavorare su un piano economico oppure è uno strumento destinato principalmente alle aziende più strutturate?

Una buona gestione della parte previsionale (c.d. business planning) è importante per tutti i soggetti del sistema microeconomico ed è lo strumento per realizzare la corretta gestione delle risorse e dei cicli economico, finanziario e produttivo.

Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio, INPS, INAIL: per un piccolo imprenditore orientarsi tra enti e procedure può essere complesso. Qual è il valore concreto di avere un unico punto di riferimento capace di accompagnarlo attraverso questi passaggi?

Il valore di avere un professionista, disponibile all’ascolto ed alla comprensione delle esigenze di un’impresa e/o di un professionista, in grado di guidarti è utile sia dal lato di gestione del lavoro che da quello “psicologico” perché ti consente di ottimizzare l’utilizzo del tuo tempo per lo svolgimento della tua attività.

Uno dei problemi che molte imprese lamentano non è soltanto trovare un professionista, ma riuscire ad avere una risposta in tempi ragionevoli. La convenzione prevede un primo riscontro entro 48 ore. Come intendete organizzare la presa in carico delle richieste?

Attualmente, le imprese e i professionisti richiedono sempre di più tempistiche certe; alcune problematiche possono essere spiegate nel momento stesso della richiesta mentre altre, prima di dare una risposta, richiedono un approfondimento tecnico e/o normativo, il termine di 48 ore è stato fissato sia per dare una tempistica certa a chi si rivolge a me, sia per darmi la possibilità di fare gli approfondimenti richiesti dalla problematica. Nel caso in cui siano necessarie più di 48 ore per la risposta, il richiedente viene subito informato della tempistica e delle motivazioni del maggior termine necessario.

La richiesta dell’impresa e/o del professionista viene gestita acquisendo ed analizzando la documentazione relativa alla problematica e, ove necessario, facendo ricerche sui portali della PA inerenti alla problematica,

È importante chiarire un punto: “riscontro entro 48 ore” non significa necessariamente “problema risolto entro 48 ore”. Quale differenza deve comprendere l’associato?

All’associato devono essere spiegati, in modo semplice e facilmente comprensibile, tutti gli aspetti della richiesta che mi sta formulando e gli devono essere fornite tutte le informazioni necessarie ad una corretta gestione della richiesta.

Per alcune tipologie di richieste alla PA sono previste tempistiche specifiche per la presentazione e l’evasione della richiesta; questa informazione viene data all’associato alla presa in carico della pratica, in modo che siano chiare anche le tempistiche di fornitura del servizio.

Quando arriva una nuova impresa o un nuovo professionista, quali sono le prime informazioni che cercate di raccogliere per capire realmente la situazione?

Le informazioni sono quelle relative all’impresa o al professionista (Codice ATECO, iscrizione CCIAA, INPS, INAIL, ecc…..) e quelle relative alla problematica che mi viene presentata (Cartelle esattoriali, atti di accertamento, richieste documentali, ingiunzioni e intimazioni di pagamento, ecc.).

Quanto è frequente incontrare aziende che arrivano dal professionista quando il problema è già diventato urgente, invece di costruire una gestione preventiva?

Molto spesso aziende e/o professionisti si rivolgono a me quando il problema è già ad un livello di criticità “elevato”.

Una delle caratteristiche principali della convenzione “SCF – servizi contabili e fiscali” è proprio quella di fornire un servizio che si basa sull’ascolto e sulla comprensione delle reali esigenze delle imprese e/o dei professionisti e su tempistiche certe di esame ed evasione della richiesta.

C’è ancora, soprattutto tra le piccole realtà, la tendenza a considerare il consulente solo come la persona che “fa le dichiarazioni” o “tiene la contabilità”. Quanto è cambiato oggi il ruolo di chi affianca fiscalmente e amministrativamente un’impresa?

Negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva perdita del rapporto “umano” tra professionista e cliente in cui è venuta a mancare la volontà di ascolto e comprensione delle esigenze del cliente. Una delle “critiche” che ho ascoltato da parte di imprese e/o professionisti è “quando chiamo il mio consulente non mi risponde oppure se lo fa ci mette una vita”. Come sottolineo spesso, il “motto” della mia attività è “Con cortesia e professionalità al Vostro servizio” poiché il mio obiettivo è sempre stato quello di rivolgere la mia attenzione, prima di tutto, all’ascolto ed alla comprensione delle esigenze di chi si rivolge a me

La digitalizzazione ha semplificato molte procedure ma ha anche aumentato il numero di piattaforme, credenziali e adempimenti. Per una microimpresa il digitale sta realmente semplificando il rapporto con la Pubblica Amministrazione oppure sta creando una nuova forma di complessità?

La digitalizzazione è uno degli strumenti più utile all’ottimizzazione dei tempi di lavoro ma i titolari di alcuni imprese e/o professionisti trovano notevoli difficoltà nell’utilizzo delle nuove tecnologie.

Le difficoltà derivano, soprattutto, dalla mancanza di informazione e formazione sull’utilizzo di questi strumenti; uno degli obiettivi della convenzione “SCF – servizi contabili e fiscali” è anche quello di assistere imprese e/o professionisti, nella formazione sull’utilizzo di questi strumenti per una migliore gestione delle proprie attività

Quali sono i segnali che dovrebbero far capire a un imprenditore che la propria gestione amministrativa e contabile necessita di essere riorganizzata?

Molte imprese e/o professionisti non hanno una vera e propria gestione della documentazione amministrativa e contabile dell’azienda perché affidano tutto al loro consulente; questo è uno degli “errori” che va evitato nel modo più assoluto perché è un ostacolo nel caso di accessi ispettivi o di contestazioni da parte degli organi della PA.

Ogni impresa e/o professionista deve avere un proprio archivio che contiene i documenti amministrativi e contabili.

Uno degli obiettivi della convenzione “SCF – Servizi contabili e fiscali”, anche attraverso gli strumenti messi a disposizione degli associati da Conflombardia, è quella di “formare” le imprese e i professionisti ad una corretta gestione di tutta la documentazione relativa all’attività svolta (Documentazione sulla sicurezza degli impianti e dei dipendenti, licenze di esercizio, documentazione contabile),

Ci sono errori apparentemente piccoli — documentazione incompleta, scadenze, comunicazioni non gestite — che possono trasformarsi in problemi importanti. Quali sono quelli che un’impresa dovrebbe evitare assolutamente?

Una delle maggiori cause di “errori” da parte di imprese e/o professionisti è la scarsa formazione ed informazione sulla documentazione e sugli adempimenti connessi sull’attività che si sta svolgendo.

Chi si occupa della “contabilità” di un’impresa o di un professionista, molto spesso, non fornisce anche questo tipo di “informazioni” ed è una delle cause di sanzioni erogate alle imprese e ai professionisti da parte degli organi ispettivi della PA.

La collaborazione riguarda anche attività condominiali, revisioni contabili condominiali e gestione amministrativa degli immobili in locazione. Perché avete scelto di integrare anche questi servizi nella proposta?

Abbiamo deciso di integrare la convenzione anche con questi servizi perché chi svolge attività imprenditoriale e/o libera professione, molto spesso, vive in condominio e/o in un abitazione con contratto di locazione; per le imprese e i professionisti, avere un punto di riferimento che permette di essere ascoltati e compresi anche sulle problematiche “familiari” sarà uno dei punti di forza della convenzione “SCF – servizi contabili e fiscali”.

La convenzione viene presentata con una forte focalizzazione su Milano città. Quanto conta, in questo tipo di servizio, avere una struttura realmente presente sul territorio e non soltanto un rapporto digitale?

È molto importante avere un professionista di riferimento sul territorio che sia in grado di ascoltare e comprendere le esigenze della collettività e di dare risposte chiare e facilmente comprensibili in tempi ragionevoli.

Che cosa cambia concretamente per un’impresa o un professionista che arriva attraverso la rete Conflombardia Milano rispetto a un cliente che contatta autonomamente la vostra struttura?

Gli associati di Conflombardia beneficiano di condizioni agevolate nell’accesso ai servizi e di un trattamento economico diverso ma il “modus operandi” è identico anche per chi ci contatta al di fuori della rete di Conflombardia.

L’accordo prevede condizioni dedicate agli associati Conflombardia. Al di là dell’aspetto economico, quali vantaggi organizzativi e di accesso al servizio volete costruire per questa rete?

Le imprese e/o i professionisti che fanno parte della rete di Conflombardia avranno una corsia preferenziale nella prenotazione degli appuntamenti e nelle tempistiche di erogazione, sempre rispettando le tempistiche precedentemente illustrate.

Qual è il vostro obiettivo per i primi mesi della collaborazione? Numero di utenti, qualità del servizio, conoscenza dei bisogni del territorio o costruzione di un rapporto stabile con le imprese?

L’obiettivo principale è quello di essere un punto di riferimento sul territorio e di costruire una serie di rapporti stabili per l’ascolto, la comprensione e la soddisfazione dei bisogni degli operatori del sistema microeconomico del territorio.

Chiudiamo con una domanda molto concreta. Un piccolo imprenditore di Milano ci legge oggi e pensa: “Ho alcuni dubbi sulla mia situazione, ma non so nemmeno se ho davvero bisogno di una consulenza”. Che cosa gli direbbe?

Gli direi “Con questa convenzione hai a disposizione una consulenza gratuita di 60 minuti, vieni qui, sediamoci a tavoli, parliamo e spiegami quali sono i tuoi dubbi e, insieme, valutiamo di cosa hai realmente bisogno”