Cinque milioni per acquisto, noleggio o leasing di M1 e N1 a basso impatto. La domanda è solo la prima fase: graduatoria, rottamazione e documentazione restano decisive.
La prima fase resta aperta fino al 7 ottobre
Il Bando Veicoli Aziendali 2026 della Regione Veneto, gestito con il sistema camerale regionale, ha prorogato la chiusura della prima fase alle ore 12:00 del 7 ottobre 2026. La dotazione complessiva è di 5 milioni di euro e la misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Veneto, secondo i requisiti del bando.
L’obiettivo è sostituire veicoli aziendali inquinanti attraverso rottamazione e contestuale acquisto, noleggio o leasing di mezzi M1 e N1 a minore impatto ambientale. La proroga offre tempo aggiuntivo, ma non cambia la struttura a fasi della procedura.
Due linee, stesso obiettivo
Le risorse sono divise in due linee da 2,5 milioni ciascuna: la Linea A riguarda l’acquisto dei veicoli; la Linea B i contratti di noleggio o leasing a lungo termine. Il contributo massimo può arrivare a 20.000 euro per veicolo, ma l’importo effettivo dipende da variabili come dimensione dell’impresa, classe ambientale del mezzo da rottamare e caratteristiche del nuovo veicolo.
“Fino a 20.000 euro” non significa quindi 20.000 euro garantiti. È un tetto massimo dentro un sistema di calcolo e graduatoria.
La prima domanda non equivale all’ammissione definitiva
Nella prima fase l’impresa presenta la domanda di contributo tramite ReStart con identità digitale del legale rappresentante. La procedura richiede dati dell’impresa e del veicolo da rottamare, compresa la carta di circolazione.
Successivamente viene formata la graduatoria sulla base di criteri ambientali, dimensione dell’impresa e ubicazione. Solo le imprese ammesse possono completare la seconda fase con la documentazione relativa al nuovo veicolo, ai contratti e ai pagamenti. La proroga della prima fase ha spostato anche il termine finale della seconda fase al 15 luglio 2027.
Tracciabilità dei pagamenti e documenti contano quanto il veicolo
La fase di completamento richiede documenti di circolazione, fatture, contratti in caso di noleggio o leasing e prove di pagamento tracciabili. La Regione esclude pagamenti in contanti e forme non idonee a ricostruire l’operazione.
Questo aspetto è fondamentale per la gestione dell’investimento. Un’impresa può acquistare il veicolo corretto e comunque compromettere l’agevolazione se la catena documentale non è coerente. Il contributo va quindi gestito come un progetto amministrativo oltre che commerciale.
Sostituire il mezzo deve avere senso anche senza il bando
Il veicolo aziendale è un asset produttivo. La scelta non dovrebbe dipendere soltanto dal contributo disponibile, ma da chilometraggio, carichi, autonomia, tempi di fermo, infrastruttura di ricarica o rifornimento, costi di manutenzione, assicurazione, valore residuo e compatibilità con le missioni dell’impresa.
Un mezzo a basse emissioni che non riesce a coprire i percorsi reali o impone tempi non sostenibili può ridurre il beneficio economico dell’investimento. Il bando aiuta a ridurre il costo di sostituzione; non elimina la necessità di una valutazione del ciclo di vita.
La proroga va usata per controllare, non per rinviare
Il tempo aggiuntivo fino al 7 ottobre deve servire a verificare titolarità del veicolo da rottamare, classe ambientale, requisiti dell’impresa, linea corretta e sostenibilità della soluzione scelta. Anche la graduatoria va considerata: la presentazione della domanda non produce automaticamente il contributo.
La misura diventa davvero utile quando la sostituzione del veicolo era già coerente con il piano operativo dell’impresa e il contributo permette di anticiparla o migliorarla. L’incentivo migliore è quello che accelera una decisione già sensata.
Fonte primaria
Regione Veneto / Unioncamere del Veneto — fonte ufficiale.
Data/stato fonte: proroga pubblicata 17/08/2026, stato verificato 23/09/2026. Verifica editoriale eseguita il 23 settembre 2026.
