Era lo scultore prediletto da Gabriele d’Annunzio, «spirito nervoso, agile, moderno» capace di farsi interprete delle tendenze liberty e del classicismo novecentesco. Negli anni Venti e Trenta del Novecento, il ferrarese Arrigo Minerbi conobbe una grande notorietà, tanto da essere annoverato dalla critica «tra i maggiori del nostro tempo (…) per altezza d’ispirazione, potenza creativa e sapienza tecnica». Nella seconda metà del Novecento il classicismo idealizzato e antimoderno della sua produzione matura perse di interesse e la sua fortuna in parte si eclissò.
