Consiglio regionale, l’Aula approva quattro mozioni
I temi vanno dalla parit di genere, in cui rientrano due degli atti di indirizzo votati oggi, all’ambiente, fino alla retribuzione minima per i lavoratori degli affidamenti pubblici.
18/04/2024
Quattro mozioni sono state approvate nella seduta odierna del Consiglio regionale del Lazio: i temi affrontati vanno dalla parit di genere, sulla quale si incentravano due degli atti di indirizzo votati favorevolmente oggi (uno sul bilancio di genere, laltro sul congedo di paternit), al salario minimo per i lavoratori nellambito degli affidamenti pubblici, fino alla tematica ambientale, in particolare per quanto riguarda le discariche abusive.
La prima mozione approvata prevede che il Consiglio regionale impegni la Giunta regionale ad assumere le iniziative propedeutiche allattuazione del bilancio di genere entro il bilancio previsionale 2026, quale strumento di indirizzo per ladozione della legge di bilancio e il suo collegato, al fine di predisporre – sulla base di una riclassificazione contabile delle spese del bilancio dellente in neutrali rispetto al genere, sensibili rispetto al genere, destinate a ridurre le diseguaglianze di genere – norme atte a conseguire lapplicazione del principio di eguaglianza tra donne e uomini e leffettiva parit di genere in ogni ambito della societ.
Con il secondo atto di indirizzo approvato oggi, il Consiglio regionale impegna il Presidente della Regione e la Giunta ad applicarsi e farsi promotori presso la Regione Lazio affinch, in tutte le procedure di gara per laffidamento di contratti di appalti di lavori, servizi e forniture e nelle concessioni, sia indicato, in coerenza con quanto previsto nellart. 11 del codice dei contratti pubblici, che al personale impiegato nei contratti di lavoro, servizi e forniture oggetto di appalti pubblici e nelle concessioni sia applicato il contratto collettivo maggiormente attinente allattivit svolta stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente pi rappresentative, salvo restando i trattamenti di miglior favore; sia verificato, inoltre, che i contratti indicati nelle procedure di gara prevedano un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro lora; sia verificato, ai sensi dellarticolo 11 del Codice dei contratti, qualora gli operatori economici dichiarino in sede di offerta un differente contratto collettivo da essi applicato, che tale diverso contratto garantisca ai dipendenti le stesse tutele di quello indicato dalla stazione appaltante; che il giudizio di equivalenza sia condotto sulla base dei 12 parametri tracciati dallAnac nella relazione illustrativa al bando tipo n. 1 del 2023, parametri dai quali sar ammesso lo scostamento nel numero di due al massimo, fermo restando comunque il rispetto della retribuzione minima di 9 euro lora; siano organizzati incontri con le organizzazioni sindacali per verificare come raggiungere lobiettivo che tutti i contratti in essere prevedano il trattamento economico minimo di 9 euro lora.
Una terza mozione contiene limpegno per il Presidente della Regione e lassessore al Ciclo dei rifiuti ad avviare una ricognizione generale su tutto il territorio del Lazio coinvolgendo i comuni nella segnalazione di tutte le situazioni di rischio, con specifico riferimento alle discariche abusive; a definire i criteri di raccolta ed elaborazione dei dati provenienti dai comuni, eventualmente gestiti dalla Direzione regionale competente in materia di rifiuti, predisponendo una mappatura che tenga conto dellestensione del singolo sito potenzialmente a rischio e la sua caratterizzazione, lentit del volume dei rifiuti da rimuovere e le eventuali azioni di messa in sicurezza e una categoria di rischio da assegnare allo stesso; a pianificare, anche dal punto di vista finanziario, un intervento di bonifica generale e straordinario con validit pluriennale, identificando un apposito capitolo di bilancio.
La quarta e ultima mozione approvata torna sul tema della parit di genere, prevedendo che il Consiglio regionale impegni il Presidente e la Giunta regionale a farsi promotori, nelle sedi nazionali, a partire dalla Conferenza delle Regioni e Stato Regioni, nonch coinvolgendo le rappresentanze parlamentari, della tempestiva attuazione da parte del Governo di norme attuative della legge delega n. 32 del 2022 in tema di congedo di paternit obbligatorio, al fine di estenderne il periodo di durata in linea con i paesi pi avanzati e soprattutto in linea con lesigenza sociale di riequilibrare il lavoro di cura verso una effettiva condivisione delle responsabilit di cura e genitoriali tra uomini e donne. A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio
