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La direttiva, concordata provvisoriamente con il Consiglio nel dicembre 2025 e adottata con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni, stabilisce a livello UE le fattispecie dei di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi UE, tra cui corruzione nel settore pubblico e in quello privato, appropriazione indebita, ostruzione della giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni, arricchimento illecito legato alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato, e ne armonizza le sanzioni.
Un approccio comune alle sanzioni
Il nuovo quadro mira a colmare le lacune nell’applicazione delle norme, in particolare nei casi transfrontalieri, modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni. La direttiva stabilisce, a livello UE, solo i livelli minimi delle pene massime. I paesi UE potranno dunque adottare norme più severe e adattarle ai propri sistemi giuridici.
Cooperazione…
