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I deputati hanno adottato emendamenti alla posizione del Consiglio sulla deroga alle norme ePrivacy ai fini dell’individuazione degli abusi sessuali sui minori online nei quali chiedono di escludere dall’ambito di applicazione della normativa le “comunicazioni alle quali è, è stata o sarà applicata la crittografia end-to-end”.
La posizione del Consiglio avrebbe di fatto ripristinato una deroga scaduta, consentendo fino ad aprile 2028 ai fornitori di servizi di individuare volontariamente casi di abuso sessuale su minori e di adescamento di minori nelle comunicazioni private sui propri servizi, nonché di rimuovere e segnalare il relativo materiale.
La posizione emendata del Parlamento sarà ora trasmessa al Consiglio, che avrà tre mesi di tempo per approvare o respingere gli emendamenti. Se il Consiglio non accetterà tutte le modifiche, Parlamento e Consiglio avvieranno la procedura di conciliazione per raggiungere un accordo sul testo legislativo.
