Sul fianco della nave, rosso su bianco, che di prima mattina alle otto, puntuale, attraversa il canale del porto, mentre il sole disegna la sagoma delle Apuane, scorre una scritta: “i diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti: altrimenti chiamateli privilegio”. Le parole sono di Gino Strada, il medico e fondatore della onlus Emergency. E proprio di Emergency è la “Support life”, la nave lunga cinquantacinque metri e larga dodici, che stamani ha attraccato al porto di Marina di Carrara con 55 migranti a bordo soccorsi sabato 15 aprile in acque internazionali di fronte alla Libia: tra loro tre bambini di due e sei-sette anni, tre adolescenti di quindici-sedici e una mezza dozzina di donne. Tre giorni di navigazione sono serviti alla nave per arrivare in Toscana: ma era questo il porto assegnato dalle autorità italiane per attraccare.
