Il loggiato dell’Accademia di Belle Arti in piazza San Marco raccontava amori e passioni politiche con i suoi graffiti e gli slogan, nel disegno di una Firenze inquieta, vivace, desiderosa di aprirsi al nuovo e tutta da vivere, creativa nel suo modo garbato e unico, lontana dalle inquietudini milanesi dove mode e tendenze acceleravano giorni affamati di cambiamento.
