La Regione rimborsa con 80 mila euro (metà per la stagione venatoria 2025/206 e l’altra metà per quella 2026/2027) li centri di lavorazione della selvaggina coinvolti nel trattamento della carcasse di ungulati abbattuti nell’ambito dei piani di controllo e destinati alla beneficenza. Per lo più si tratta di cinghiali. L’iniziativa si ripete da anni e vede la distribuzione di queste carni, attraverso la collaborazione del Banco alimentare della Toscana, a fasce di popolazione in difficoltà e socialmente più vulnerabili.