“Le finanziarie regionali sono fondamentali per consentirci di affrontare il futuro, il post 2027, cioè il periodo successivo all’esaurimento dei fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Infatti il rapporto con i territori e la capacità di investimento sono temi rilevanti all’indomani di una stagione segnata da un forte volano pubblico negli investimenti”.
Lo ha detto il presidente della Toscana, Eugenio Giani, nel suo intervento al convegno dedicato a ”Finanziarie regionali e private capital: l’impatto sul territorio” organizzato da Sviluppo imprese Centro Italia e da Aifi ed ospitato presso la presidenza della Regione al quale ha partecipato tra gli altri Vittorio Gabbanini, presidente di Sici Sgr.
“Se sommiamo – ha precisato Giani – i fondi del Pnrr e altri fondi europei come il Fondo di sviluppo e coesione, vediamo che la Toscana ha avuto una capacità di investimento pubblico che si è riflettuta sul suo Pil per lo 0,3%, senza contare l’indotto. Il problema è cosa fare dunque dopo che la spinta del Pnrr si esaurirà. Se perderemo la nostra capacità di indirizzo e di guida sui Fondi Europei, è evidente che lo scenario che si apre per i territori sarà molto critico. E’ dunque fondamentale riprendere queste capacità e potenzialità, che sul piano degli investimenti e della valorizzazione della realtà produttiva sono favorite dalle finanziarie, così come va tenuta la partecipazione aziendale e tutte le forme di cui si discute in questo convegno”.
Giani ha poi giudicato positivo il ruolo svolto sia da Sci che da Fidi, sottolineando come sia fondamentale sviluppare una corretta sinergia tra investimenti pubblici e privati.
Da parte sua l’assessore regionale allo sviluppo economico, Leonardo Marras, ha parlato del perimetro delle politiche di coesione europee che si sta restringendo.
“Di conseguenza – ha spiegato – potrebbe soffrirne il tessuto delle piccole e medie imprese. Quindi il nostro compito è quello di trovare una strada alternativa: quella del consolidamento e della trasformazione del sistema produttivo che venga incontro alle esigenze delle varie filiere produttive. Il sistema toscano ha bisogno che siano sostenuta, attraverso le risorse pubbliche, l’innovazione aperta. E per farlo servono soggetti in grado di entrare nel capitale, di offrire soluzioni alternative a quelle bancarie a tutte quelle imprese che vogliano crescere. L’esigenza della Regione è quella di poter contare su agenzie di sviluppo capaci di iniziative indipendenti dalla politica e che producano un’azione di impulso. Per questo abbiamo da parte qualche risorsa ed intendiamo utilizzarla”.
