Una piattaforma di trasferimento tecnologico al servizio delle pubbliche amministrazioni e delle imprese toscane, per offrire supporto, servizi e tecnologie dedicati all’innovazione e alla trasformazione digitale. Si è concluso Tuscany X.0, uno dei 13 poli europei per l’innovazione digitale (EDIH – European Digital Innovation Hub) selezionati in Italia dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Digital Europe. Finanziato con circa 5 milioni di euro (co-finanziato da Commissione Europea e MIMIT tramite fondi PNRR), il progetto è stato avviato nel 2023. Oggi a Palazzo Strozzi Sacrati si è svolto un incontro per illustrare i risultati conseguiti.
Capofila è il Polo tecnologico di Navacchio, affiancato da GATE 4.0, Distretto tecnologico della manifattura avanzata della Regione Toscana, che cura il coordinamento tecnico. Insieme a loro un network allargato di 13 partner provenienti dal mondo industriale, accademico e della ricerca: Digital Innovation Hub Confindustria Toscana, Artes 4.0, Eurosportello Confesercenti, EDI.it Confcommercio, Cnr, Università di Firenze, Pisa, Siena, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, IMT.
Qualche numero. 260 i servizi forniti (6% PA, 49% micro imprese, 42% piccole imprese, 7% medie imprese e 1% grandi imprese). Sul versante networking e open innovation, comunicazione costante con oltre 6 post e news al mese, 11 eventi e oltre 10.000 partecipanti (20% donne), collaborazioni con altri EDIH nazionali e internazionali. Su quello della formazione, 45 percorsi rivolti a oltre 1400 persone. Riguardo infine al supporto all’accesso a finanziamenti, in particolare bandi regionali e nazionali, sono circa 20 mila i contatti raggiunti. 280 i servizi erogati soprattutto su R&S, Credito d’Imposta 4.0 e Transizione 5.0, Bandi Impresa digitale, Internazionalizzazione con AI, Startup Innovative e Brevetti+. Attenzione anche al coinvolgimento di finanziamenti privati e crowdfunding.
Il supporto di Tuscany X.0 a pubblica amministrazione e piccole e medie imprese si è concretizzato attraverso un catalogo di servizi di consulenza, sperimentazione e formazione di alto livello e accesso a tecnologie complesse a km zero e creando relazioni e connessioni con la rete europea dei poli di innovazione. Le pubbliche amministrazioni ne hanno beneficiato soprattutto in termini di rafforzamento delle competenze digitali, miglioramento dei processi decisionali e amministrativi, aumento della resilienza digitale. Imprese e start up sotto il profilo dell’introduzione di AI nei processi aziendali, ottimizzazione produttiva e riduzione di errori e accesso a finanziamenti e partership tecnologiche con impatti importanti su competitività, efficienza e sviluppo di un ecosistema regionale dell’innovazione. L’approccio integrato che parte dall’idea e dal suo sviluppo fino all’introduzione sul mercato, ha accompagnato PA e imprese lungo tutto il percorso di innovazione, ridurre il rischio ed accelerare l’adozione tecnologica. Sono emerse la necessità di semplificare i processi amministrativi, per rendere l’accesso alle opportunità più rapido ed efficace, soprattutto per le realtà di dimensioni più contenute, e la maggiore efficacia di percorsi formativi brevi, modulari e flessibili, in grado di adattarsi ai tempi e alle esigenze operative delle organizzazioni.
Come ha spiegato l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras, “Tuscany X.0 ha rappresentato in questi tre anni uno strumento concreto per accompagnare la trasformazione digitale del nostro sistema economico e della pubblica amministrazione: i risultati illustrati stamani dimostrano che quando mettiamo in rete competenze, università, centri di ricerca e sistema delle imprese, la Toscana è in grado di competere e innovare a livello europeo. Questo progetto ha permesso a molte piccole e medie imprese, oltreché ad amministrazioni pubbliche, di accedere a servizi avanzati e opportunità di finanziamento che spesso sarebbero difficili da raggiungere autonomamente; un lavoro importante che ha contribuito a diffondere cultura digitale, innovazione e competenze su gran parte del territorio regionale. La Regione – ha concluso – continuerà a sostenere queste reti e questi strumenti, partendo da questi risultati per costruire un ecosistema del trasferimento tecnologico in grado di aggregare tutti gli attori e rivolgersi in modo strutturato alle PMI toscane. Innovazione e digitalizzazione non sono solo un fattore di competitività, ma una leva fondamentale per lo sviluppo economico e la qualità dei servizi pubblici”.
Secondo il coordinatore del progetto Andrea di Benedetto, “Tuscany X.0 è stato per la Toscana un progetto di sistema: per la prima volta i principali attori istituzionali, della ricerca e del trasferimento tecnologico, hanno lavorato insieme per accompagnare PMI e Pubbliche Amministrazioni nella transizione digitale. Il valore più importante del progetto è stato quello di aiutare imprese e organizzazioni a superare la prima vera barriera all’innovazione: la consapevolezza dei propri bisogni e delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Tuscany X.0 è intervenuto esattamente qui: nel momento iniziale, quello in cui si crea consapevolezza, si chiarisce il bisogno e si rende possibile il primo passo. Oggi possiamo dire che in Toscana esiste finalmente un percorso più chiaro, più coordinato e più credibile per aiutare imprese e amministrazioni pubbliche a cogliere le opportunità delle nuove tecnologie. Questa è la vera eredità di Tuscany X.0: non solo i servizi erogati o i numeri raggiunti, ma l’aver costruito un metodo, una rete e una visione condivisa per accompagnare il cambiamento”.
“Il progetto – ha aggiunto il coordinatore tecnico-scientifico, il professore Andrea Bonaccorsi – rappresenta una delle soluzioni più avanzate al problema della digitalizzazione delle piccole e medie imprese. E’ noto che i processi di digitalizzazione, ed in particolare l’introduzione di intelligenza artificiale e l’adozione di sistemi di cybersecurity, sono per le PMI allo stesso tempo una necessità e un ostacolo. Mancano le competenze interne, viene percepito un rischio eccessivo e non controllato. Servono allora sistemi di Test before invest e studi di fattibilità per sperimentare le nuove tecnologie e misurare meglio costi e rischi. Tuscany X ha messo in pratica un modello originale di peer-to-peer, tra i primi in Italia. Alle PMI viene data risposta rapida attraverso metodi strutturati di problem setting e la attivazione di una ampia rete di fornitori di soluzioni (consulenti, free lance, startup, provider tecnologici). E’ l’opposto del metodo tradizionale di trasferimento tecnologico, che opera con logica push a partire dalla ricerca universitaria verso le imprese. I risultati dicono che funziona”.
