“Il prezzo che non torna”: scarica gratuitamente il nuovo libro-inchiesta di Enrico Bombelli

9 Set, 2026

Conflombardia rende disponibile gratuitamente il libro “Il prezzo che non torna”, un’inchiesta economico-sindacale che ricostruisce la formazione del prezzo dei carburanti e analizza le conseguenze concrete per imprese, lavoratori e famiglie.

Ogni volta che il prezzo della benzina torna a salire, il dibattito pubblico si riempie rapidamente di spiegazioni, accuse e promesse. Si parla del petrolio, delle accise, dei margini delle compagnie, della speculazione e delle responsabilità del Governo. Molto più raramente, però, viene ricostruito l’intero percorso che conduce dal valore di un barile di greggio al prezzo mostrato sul display di un distributore.

Da questa esigenza nasce “Il prezzo che non torna”, il nuovo libro di Enrico Bombelli, pubblicato da Edizioni Multimediali Conflombardia nell’ambito dell’attività dell’Osservatorio PMI 2.0.

Il volume può essere scaricato gratuitamente dal portale Conflombardia.com.

[SCARICA GRATUITAMENTE “IL PREZZO CHE NON TORNA”]

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Dal petrolio al distributore: seguire ogni passaggio

Il libro parte da una domanda che accomuna famiglie, lavoratori e piccoli imprenditori: perché il prezzo del carburante sembra seguire una logica così difficile da comprendere?

La risposta non può essere trovata confrontando semplicemente il prezzo del Brent con quello della benzina. Tra il greggio e il prodotto acquistato dal consumatore intervengono la raffinazione, le quotazioni internazionali dei prodotti finiti, il cambio euro-dollaro, le scorte, la logistica, la distribuzione, le caratteristiche della rete commerciale e, soprattutto, la fiscalità.

“Il prezzo che non torna” segue questa filiera cercando di distinguere con precisione grandezze che vengono spesso confuse. Il prezzo industriale, il margine di raffinazione, il margine lordo della filiera, quello del gestore e il profitto netto non sono la stessa cosa. Attribuire automaticamente ogni differenza di prezzo al guadagno di un singolo operatore significa produrre una rappresentazione incompleta del mercato.

L’obiettivo dell’inchiesta non è individuare preventivamente un colpevole, ma stabilire dove si forma ogni componente del prezzo, con quali tempi viene trasferita alla pompa e quali passaggi richiedono maggiore trasparenza.

Il prezzo italiano e il peso della fiscalità

Uno dei passaggi centrali del libro riguarda il confronto tra l’Italia e gli altri Paesi europei. I dati analizzati mostrano che il prezzo italiano deve essere esaminato separando la componente industriale da quella fiscale.

Nella rilevazione del 31 agosto 2026, richiamata nel volume, il prezzo della benzina in Italia era pari a 2,0167 euro al litro, mentre la componente fiscale si attestava intorno a 1,037 euro. Il confronto europeo indica che una parte rilevante del differenziale italiano è riconducibile al peso delle imposte, mentre la componente industriale non presenta automaticamente un’anomalia strutturale della stessa dimensione.

Questo non significa che il mercato non debba essere controllato. Le differenze tra rete tradizionale, impianti indipendenti, circuiti extra rete e territori devono continuare a essere osservate. Anche la velocità con cui gli aumenti e le diminuzioni vengono trasferiti al consumatore resta una questione da approfondire attraverso serie storiche omogenee.

Il libro affronta, infatti, anche il fenomeno conosciuto come “razzo e piuma”: la percezione secondo cui i prezzi salirebbero rapidamente quando aumentano i costi a monte e scenderebbero molto più lentamente quando quegli stessi costi diminuiscono. L’inchiesta non trasforma questa percezione in una sentenza, ma indica il metodo necessario per verificarla.

Il costo nascosto sostenuto dai lavoratori

Il carburante non rappresenta soltanto una voce del bilancio familiare. Per milioni di persone costituisce un vero costo di accesso al lavoro.

Chi percorre ogni giorno decine di chilometri per raggiungere il proprio posto di lavoro subisce una riduzione del reddito disponibile anche quando la retribuzione nominale rimane invariata. Questo peso riguarda soprattutto i territori nei quali il trasporto pubblico è insufficiente, gli orari di lavoro non coincidono con quelli dei collegamenti disponibili oppure le distanze rendono inevitabile l’utilizzo dell’automobile.

Per questa ragione il prezzo dei carburanti deve entrare anche nel confronto sulla mobilità, sulla contrattazione e sulla tutela del potere d’acquisto. Considerarlo esclusivamente un problema commerciale significa ignorare una parte delle sue conseguenze sociali.

Perché la PMI paga due volte

Per una micro o piccola impresa il carburante è contemporaneamente un costo diretto e un costo incorporato.

L’azienda paga una prima volta per utilizzare i propri veicoli, effettuare consegne, raggiungere i clienti, garantire assistenza o spostare lavoratori e attrezzature. Paga una seconda volta quando gli aumenti dei costi di trasporto e logistica vengono trasferiti dai fornitori sui beni e sui servizi acquistati.

Le imprese con minore potere contrattuale non riescono sempre ad aggiornare immediatamente listini e preventivi. Sono quindi costrette ad assorbire almeno una parte degli aumenti, riducendo margini, liquidità e capacità di investimento. Una variazione energetica diventa così un problema di competitività e, nel tempo, può produrre conseguenze anche sull’occupazione.

Le proposte di Conflombardia

Il libro non si limita alla diagnosi. L’ultima parte individua una serie di interventi per rendere più leggibile il mercato e costruire forme di tutela realmente selettive.

Conflombardia propone un sistema permanente di monitoraggio della formazione del prezzo, capace di distinguere il peso del greggio, dei prodotti raffinati, del cambio, della fiscalità e della distribuzione. Chiede inoltre un indicatore pubblico sui tempi di trasmissione degli aumenti e delle diminuzioni, una valutazione verificabile degli interventi fiscali emergenziali, maggiore trasparenza territoriale e misure mirate per i lavoratori e le imprese maggiormente esposti.

La proposta comprende anche una sede stabile di confronto tra istituzioni, rappresentanze delle imprese, lavoratori e operatori della filiera. Non per sostituire il mercato con un prezzo amministrato, ma per fare in modo che un settore così importante non rimanga comprensibile soltanto agli specialisti.

Un libro gratuito per trasformare una percezione in conoscenza

“Il prezzo che non torna” utilizza dati provenienti, tra gli altri, dalla U.S. Energy Information Administration, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dalla Commissione europea e dalle elaborazioni di settore di FIGISC-ANISA.

Il perimetro principale dell’inchiesta copre il periodo compreso tra marzo e agosto 2026, con verifiche effettuate fino all’8 settembre 2026. Dati istituzionali, elaborazioni dell’Osservatorio e scenari vengono mantenuti distinti, dichiarando anche i limiti delle informazioni disponibili.

Il significato del titolo emerge proprio alla fine di questo percorso. “Il prezzo che non torna” non afferma che ogni prezzo sia necessariamente ingiustificato. Indica un prezzo che non può essere compreso finché non vengono ricostruiti tutti i passaggi che lo hanno formato.

Per Conflombardia la trasparenza non è un esercizio teorico. È la condizione necessaria per indirizzare le richieste al soggetto competente, misurare gli effetti degli interventi e costruire politiche più giuste per il lavoro, le imprese e le famiglie.

Scarica gratuitamente il libro e segui, dalla guerra al distributore, il percorso di ogni centesimo.