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Referendum, perché il Garante della privacy ha detto No alla piattaforma…

14 Apr, 2022

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Referendum, perché il Garante della privacy ha detto No alla piattaforma per le firme digitali
Intervento di Guido Scorza, Componente del Garante per la protezione dei dati personali
(Il Fatto Quotidiano, 14 aprile 2022)

Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato parere negativo sul decreto che fissa le regole della piattaforma per la raccolta delle firme online per referendum e progetti di legge. Nella risposta al Ministero per l’Innovazione, resa nota martedì, l’Autorità afferma che “sono troppi i profili critici emersi dall’esame di un provvedimento che incide su istituti di democrazia diretta costituzionalmente garantiti, quali appunto i referendum”. Secondo l’Autorità, il testo non prevede adeguate tutele per il pieno rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini: il rischio rilevato è che “il trattamento dei dati dei sottoscrittori competa […] al gestore della piattaforma” al quale è demandato l’intero sviluppo dell’infrastruttura, secondo regole che lui stesso redigerà e che non verranno sottoposte all’esame del Garante e del Ministero della Giustizia. Il Garante invita pertanto il Ministero a “una profonda revisione del testo”.

Come era prevedibile il parere con il quale il Garante per la protezione dei dati personali ha rilevato numerose criticità nel testo del decreto del Presidente del consiglio dei Ministri con il quale avrebbero dovuto essere disciplinate, in forza di quanto previsto dalla legge del 2020 che ha istituito una piattaforma per “la raccolta delle firme degli elettori necessarie per i referendum” e le leggi di iniziativa popolare, “le caratteristiche tecniche, l’architettura generale, i requisiti di sicurezza, le modalità di funzionamento della stessa piattaforma, i casi di malfunzionamento”, ha acceso un vivace dibattito.

Secondo un copione che, specie negli ultimi anni abbiamo visto andare in scena con una certa frequenza, in questo dibattito il Garante per la protezione dei dati personali viene talvolta considerato reo di mettersi di traverso rispetto alla trasformazione digitale del Paese e la privacy di essere un ostacolo a questo o quel progetto a alto contenuto innovatore.

Si tratta, naturalmente, di un’opinione legittima al pari di ogni altra opinione. E, tuttavia, certamente il parere in questione non può rappresentare un elemento di prova di tali pretese istanze anti-innovatrici del Garante.

Il “no” del Garante non è –…



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