www.governo.it
Signor Presidente, signore e signori notai,
ringrazio molto per l’invito al vostro 61° Congresso Nazionale.
Venire da voi per me non è soltanto una gradevole consuetudine: è un’occasione di approfondimento e di confronto, tanto più quando la riflessione avviene su un argomento di tale rilievo quale è la riforma del diritto di famiglia, 50 anni dopo il suo varo.
Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sul rapporto fra autonomia negoziale e valori familiari, e quindi sul rapporto fra legge e contratto nel diritto di famiglia.
Poiché i rapporti intrafamiliari toccano il cuore della persona, con le sue caratteristiche uniche e con le sue fragilità, individuare l’equilibrio fra l’intervento legislativo e la sistemazione privatistica non è semplice.
Il punto di riferimento è la nostra Costituzione.
Proprio perché nel titolo del vostro Congresso si fa riferimento alle “radici”, esse non possono non essere trovate, sul piano giuridico, nella nostra carta…












