Domanda: Devo scegliere un antifurto e non so ben come orizzontarmi. Quale è il migliore?
Risposta: Spiegheremo molto sinteticamente com’è composto un “sistema di sicurezza”.
Ho voluto appositamente chiamarlo sistema di sicurezza (ricordando che un sistema è un insieme di più elementi), perché a seconda delle necessità e dell’impiego che dovrà svolgere sarà possibile progettarlo e realizzarlo con differenti soluzioni impiantistiche, dal più comune “antifurto”, a più complessi e specifici impianti. Possiamo infatti portare come esempio gli impianti anti-rapina, quelli anti-avvicinamento per esterni, quelli a protezione del perimetro ecc…
La sfrenata evoluzione delle nuove tecnologie informatiche sia software che hardware ha inevitabilmente stimolato la produzione di sempre più sofisticate apparecchiature elettroniche in ogni settore che conosciamo. Pensiamo ad esempio solo all’oggetto più comune che abbiamo in mano dal mattino alla sera, nato in origine come un semplice “telefono mobile”, diventato oggi un oggetto in grado di connetterci con il mondo.
Bene, lo sviluppo di queste tecnologie non si è fatta attendere nella costruzione dei moderni sistemi di sicurezza, dove ormai sono disponibili apparecchiature digitali dotate di microprocessore integrato e di algoritmi di intelligenza artificiale.
Scelta e assemblaggio di diversi componenti dell’antifurto
Infatti la realizzazione di un impianto prevede necessariamente la scelta e l’assemblaggio di diversi componenti che di seguito accenniamo, ma che vedremo nel dettaglio nei prossimi articoli.
Lo schema base di ogni impianto prevede una centrale (o più comunemente chiamata “centralina d’allarme), dei sensori che possono essere di diversi tipi a seconda del lavoro che devono svolgere, uno o più avvisatori acustici-luminosi (ovvero la sirene d’allarme), dei moduli di gestione dell’impianto (ad esempio la tastiera, i radiocomandi o le App), dei moduli di comunicazione eventi, ovvero il combinatore telefonico che può essere PSTN o GSM ed il modulo ip.











