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“Luci e ombre della Data Strategy europea” – Intervento di Ginevra…

13 Mag, 2022

www.gpdp.it

“Luci e ombre della Data Strategy europea”
Intervento di Ginevra Cerrina Feroni, Vice Presidente del Garante per la protezione dei dati personali
(AgendaDigitale, 13 maggio 2022)

È di tutta evidenza come l’afflato legislativo dell’UE sul digitale prenda atto del grande mutamento del mercato negli ultimi pochi anni: da un’economia che aveva nei dati la sua più preziosa fonte (data-driven economy) siamo passati, quasi senza rendercene conto, ad una data economy in senso proprio, ovvero un’economia in cui il dato è l’oggetto stesso della produzione, delle transazioni, degli investimenti.

La gestione dei dati ha riflessi in punto di diritti, tutele azionabili e corretta formazione del processo democratico.

Il tema è ampiamente dibattuto e ha, ovviamente, a che fare col ruolo centrale delle piattaforme digitali[1].

Digitalizzazione dell’economia, effetti trasversali e frammentazione della cornice normativa

In termini di mercato, considerando le logiche economiche sottostanti i servizi Internet, più persone usano una piattaforma più cresce il valore della stessa, sino al raggiungimento di una situazione di sostanziale monopolio. In questo contesto, il concetto di ‘catena del valore’, coniato dall’economista Porter in un suo saggio del 1985[2], risulta sempre più attuale in funzione dei nuovi assetti, in cui l’offerta di servizi a prezzo zero si pone in cambio di ricavi e dati pubblicitari.

Analogamente alle tradizionali società di media, le piattaforme riuniscono gruppi distinti di acquirenti: gli utenti, attirati ai servizi offerti, e gli inserzionisti, interessati all’attenzione dei fruitori[3]. Agli spot televisivi si sostituiscono i servizi online progettati per catturare ogni sfumatura delle nostre reazioni in modo da utilizzarle e poi vendere tali dati ad altri. Emblematica la figura del broker che recupera informazioni online, le aggrega, le interpreta e le analizza per poi venderle sul mercato (anche se merita ricordare che la libera accessibilità e conoscibilità dei dati non significa che questi siano pure apertamente riutilizzabili da chiunque e, tanto meno, per qualsiasi scopo[4]).

Recenti scandali hanno evidenziato che sussistono seri rischi di utilizzo improprio dei dati personali dei cittadini per sofisticate attività di profilazione su larga scala e di invio massivo di comunicazioni, o ancora per indirizzare campagne personalizzate (il c.d. micro-targeting) volte a influenzare l’orientamento…



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