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Propongo un salto indietro di 30 anni, risalendo fino al dicembre del 1994. Sulla rivista Limes Sergio Romano scrive un articolo dal titolo “Perché gli italiani si disprezzano”; prende le mosse da una dichiarazione di Umberto Eco: il quale, qualche mese prima, ancora preda di una fastidiosa patologia, il malassorbimento del risultato delle elezioni politiche tenute nel marzo di quell’anno, aveva detto di sentirsi “anti-italiano”, e di voler diventare cittadino di Sarajevo (città che all’epoca era sotto pesante assedio militare).
Nelle parole di Eco, Sergio Romano intravedeva non più il classico “mugugno terapeutico”, con cui i popoli latini sono soliti affrontare le sfide della vita, compresa la vita politica: una sorte di “sindrome della suocera”, per cui tanto più sto meglio quanto più mi lamento. Romano identificava l’espressione di una nuova, radicale “mancanza di “rispetto di sé” che gli italiani non avevano mai sperimentato con tale…












