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Il detto popolare se vogliono entrare entrano per fortuna non trova più riscontro in una realtà come quella odierna, poiché la cosa è molto più scientifica di quanto non possa sembrare.
Da decenni a questa parte numerosi studi vengono effettuati in tutto il mondo riguardo ogni tipo di crimine. Di chi compie queste azioni criminali viene analizzata ogni cosa, viene studiata la loro psicologia, i loro comportamenti ed il loro modo di agire; questo permette di adottare valide politiche di contrasto e prevenzione. Queste ricerche vengono condotte dai migliori psicologi, sociologi, criminologi, organi istituzionali di polizia ed anche da organizzazioni private.
Qui nello specifico, affronteremo alcuni aspetti della criminalità predatoria, ovvero chi agisce facendo furti e rapine attraverso le intrusioni nelle nostre proprietà private.
Le normative che si occupano di disciplinare una corretta valutazione del rischio di intrusione europee ed italiane, hanno coniato ormai da tempo, un tabellario composto addirittura da formule matematiche, che devono essere adottate nella realizzazione di impianti conformi la norma.
Sono strumenti di calcolo che vengono utilizzati per ogni tipo di immobile, partendo dall’abitazione privata fino a siti considerati ad alta criticità.
Evitandovi complicate formule matematiche di difficile comprensione ai non addetti ai lavori, cercheremo di semplificare il più possibile come si valuta a grandi linee il rischio di intrusione.
Gli aspetti che non devono essere trascurati quando si parla di intrusione li riassumiamo come segue:
- Gli aspetti inerenti l’attaccato (ovvero chi subisce l’azione di aggressione). Tali aspetti devono essere vagliati con cura identificando tutte le Situazioni di Criticità come ad esempio la facilità di intrusione, il rischio di intrusione, la minaccia di intrusione, la vulnerabilità del luogo, l’attrazione economica e l’incolumità personale.
- Gli aspetti inerenti l’attaccante (ovvero chi effettua l’azione di aggressione). Tali aspetti li possiamo riassumere nella competenza e conoscenza che il malvivente possiede per compiere i suoi crimini, la sua disponibilità di strumenti, ed utensileria specialistica necessaria a compiere tale azione, la difficoltà logistica (strettamente inerente al sito dove risiede l’obiettivo), la difficoltà di attuazione (inerente le difese di cui è dotato l’obiettivo), la motivazione alimentata dalla stima economica del furto.
Il tutto è riassumibile con la seguente formula
Fattore di efficacia dell’attacco “ CONTRO “ Fattore di efficacia della difesa
Ne deriva la seguente riflessione dove più eleviamo la nostra protezione aumentando la sicurezza, più rendiamo arduo il lavoro degli “attaccanti”.











