Grande partecipazione alla seconda edizione del Forum de l’Entrepreneuriat et de l’Habitat. Conflombardia, Wafrik e Global Cargo al centro di una rete che punta a trasformare il dialogo tra Italia e Senegal in occasioni concrete di sviluppo, investimento e internazionalizzazione.
Si è conclusa a Bologna la seconda edizione del Forum de l’Entrepreneuriat et de l’Habitat – FEH, un appuntamento che ha riunito istituzioni, imprenditori, professionisti e operatori impegnati nello sviluppo delle relazioni economiche tra Italia e Senegal.
Non soltanto un momento di incontro, ma soprattutto un luogo nel quale costruire relazioni capaci di trasformarsi in progetti, partnership e opportunità concrete per le imprese.
In questo scenario si inserisce con particolare forza la presenza di Wafrik e Conflombardia, accomunate da una visione precisa: creare collegamenti operativi tra il sistema produttivo italiano e i mercati dell’Africa Occidentale, superando una concezione dell’internazionalizzazione basata esclusivamente sulla ricerca occasionale di clienti e sostituendola con una rete stabile di persone, imprese, competenze e relazioni territoriali.
Wafrik, una porta concreta verso l’Africa Occidentale
Wafrik ha partecipato ai lavori con il proprio Presidente Loris Mischiatti, insieme a Sibille Bazzi, figura di riferimento del progetto in Italia.
Una presenza particolarmente significativa perché Wafrik nasce proprio con l’obiettivo di mettere in comunicazione due sistemi economici che possiedono enormi potenzialità di collaborazione: da una parte il patrimonio produttivo, tecnologico e professionale delle imprese italiane, dall’altra mercati africani in forte evoluzione che richiedono competenze, infrastrutture, prodotti, servizi e partnership industriali.
La forza del progetto sta nel lavoro sul territorio. Conoscere l’Africa significa conoscere interlocutori, procedure, esigenze, cultura economica e condizioni operative. Ed è proprio questa conoscenza che può trasformare un interesse generico verso nuovi mercati in una reale possibilità di sviluppo.
Conflombardia porta al Forum la propria rete territoriale
A rappresentare Conflombardia era presente Antonietta Colantuono, Coordinatore Territoriale, intervenuta presso lo stand di Global Cargo, ospite di Loris Mischiatti, che ricopre anche il ruolo di Ambasciatore di Conflombardia in Senegal.
Una presenza che assume un significato che va oltre la partecipazione al singolo evento.
Conflombardia sta infatti sviluppando un modello nel quale la rete territoriale italiana dialoga direttamente con una rete di relazioni internazionali, ambasciatori, professionisti e imprese presenti nei Paesi esteri.
L’obiettivo è molto concreto: accompagnare le PMI verso mercati che, soprattutto per le aziende di minori dimensioni, sarebbero difficili da affrontare individualmente.
Per una piccola o media impresa internazionalizzarsi non significa semplicemente vendere all’estero. Significa trovare interlocutori affidabili, comprendere il mercato, disporre di supporto logistico, costruire relazioni istituzionali, conoscere la normativa e individuare partner realmente interessati.
È su questo terreno che la collaborazione tra Conflombardia, Wafrik e operatori come Global Cargo può esprimere il proprio maggiore valore.
Dal networking alla costruzione di un ecosistema
La collaborazione non vuole quindi fermarsi allo scambio di contatti o alla partecipazione alle manifestazioni.
L’obiettivo è costruire un vero ecosistema Italia–Africa Occidentale capace di mettere in relazione imprese, professionisti, logistica, istituzioni e territori e di accompagnare le opportunità dalla prima conoscenza fino alla loro possibile concretizzazione.
Significa individuare imprese italiane potenzialmente interessate ai mercati africani, comprendere quali prodotti e competenze possano trovare spazio, verificare interlocutori e opportunità locali e creare le condizioni affinché da un incontro possa nascere un progetto industriale o commerciale.
È una concezione dell’associazionismo imprenditoriale molto diversa da quella tradizionale: non attendere che l’impresa chieda un servizio, ma costruire preventivamente la rete nella quale quell’impresa possa muoversi.
Un Forum con una forte presenza istituzionale
Il valore dell’appuntamento bolognese è stato rafforzato anche dalla partecipazione di rappresentanti delle istituzioni italiane e senegalesi.
Tra i presenti Annalisa Boni, Assessora alle Relazioni Internazionali del Comune di Bologna; Sophie Ndiaye Diatta, Viceconsole del Senegal a Milano; El Hadji Yaba Cissé, Viceconsole del Senegal a Napoli; e Amadou Diallo, Deputato del Governo senegalese.
Il confronto ha interessato temi centrali per lo sviluppo dei prossimi anni: imprenditoria, investimenti, edilizia e habitat sostenibile, innovazione e collaborazione economica internazionale.
Settori nei quali le competenze italiane possono rappresentare un patrimonio importante e nei quali contemporaneamente Senegal e Africa Occidentale stanno esprimendo una domanda crescente di sviluppo, tecnologie, professionalità e partnership.
Conflombardia e Wafrik: costruire ponti significa renderli percorribili
Il Forum di Bologna lascia quindi un’indicazione precisa.
Parlare di internazionalizzazione è relativamente semplice. Molto più complesso è creare le condizioni perché una PMI possa realmente entrare in un nuovo mercato.
Servono presenza, conoscenza, affidabilità, logistica, interlocutori e soprattutto persone capaci di collegare mondi economici differenti.
È su questa capacità che Conflombardia e Wafrik intendono costruire il proprio percorso comune.
Conflombardia mette a disposizione una rete che nasce dai territori e dalle imprese italiane. Wafrik porta conoscenza, relazioni e capacità operativa verso l’Africa Occidentale. Global Cargo rappresenta uno degli elementi concreti di quella connessione logistica e commerciale indispensabile per trasformare un progetto internazionale in un’attività reale.
Il valore di Bologna, quindi, non sta soltanto nelle presenze o negli incontri avvenuti durante il Forum.
Sta soprattutto in ciò che può nascere dopo.
Perché un ponte economico tra Italia e Africa non si costruisce con una dichiarazione d’intenti. Si costruisce collegando imprese, territori e persone, verificando le opportunità e accompagnandole fino a quando diventano progetti concreti.
Ed è esattamente su questo terreno che Conflombardia e Wafrik vogliono giocare la loro partita: essere facilitatori di sviluppo, aprire mercati e creare nuove opportunità per le imprese italiane e africane.










