Dalla rappresentanza internazionale alla presenza territoriale: al Forum de l’Entrepreneuriat et de l’Habitat di Bologna, Conflombardia rafforza il proprio modello di sviluppo attraverso il lavoro concreto del proprio Ambasciatore in Senegal, Loris Mischiatti, e del Coordinatore Territoriale Antonietta Colantuono.
La presenza di Conflombardia alla seconda edizione del Forum de l’Entrepreneuriat et de l’Habitat di Bologna ha avuto un significato preciso: dimostrare che una rete associativa cresce quando riesce a trasformare i propri incarichi in relazioni, presenza e opportunità concrete.
In questa direzione si inserisce il lavoro svolto da Loris Mischiatti, Ambasciatore di Conflombardia in Senegal, e da Antonietta Colantuono, Coordinatore Territoriale di Conflombardia, presenti al Forum con un ruolo diverso ma perfettamente complementare.
Non semplici presenze istituzionali, ma due figure chiamate a rappresentare due dimensioni fondamentali del progetto Conflombardia: l’apertura internazionale e il radicamento territoriale.
Loris Mischiatti: costruire relazioni tra Italia e Senegal
Per Conflombardia, il ruolo di Ambasciatore non può essere ridotto a un titolo formale.
Significa costruire relazioni, creare contatti, individuare interlocutori, favorire occasioni di confronto e contribuire a rendere più accessibili nuovi mercati alle imprese che fanno parte della rete.
È in questa prospettiva che si colloca il lavoro di Loris Mischiatti, Ambasciatore di Conflombardia in Senegal e Presidente di Wafrik.
La sua attività rappresenta uno dei punti di connessione tra il sistema imprenditoriale italiano e un’area, quella dell’Africa Occidentale, che offre importanti possibilità di cooperazione, internazionalizzazione e sviluppo.
Il valore di una presenza internazionale, infatti, non si misura soltanto dal numero degli incontri effettuati, ma soprattutto dalla capacità di trasformare quei rapporti in percorsi concreti.
Conoscere il territorio, avere relazioni affidabili, comprendere le esigenze degli operatori locali e saper collegare imprese e istituzioni significa creare le condizioni affinché una PMI possa affrontare un nuovo mercato con maggiore consapevolezza e con una rete di supporto alle proprie spalle.
È questa la funzione che Conflombardia vuole attribuire alla propria rete internazionale.
Antonietta Colantuono: il territorio che entra nei progetti internazionali
Accanto alla dimensione internazionale, la presenza a Bologna di Antonietta Colantuono, Coordinatore Territoriale di Conflombardia, assume un valore altrettanto importante.
Il Coordinatore Territoriale rappresenta infatti il punto di contatto tra l’organizzazione e il tessuto economico locale.
È sul territorio che si incontrano le imprese, si ascoltano le loro esigenze, si intercettano opportunità e si costruiscono relazioni.
La partecipazione di Antonietta Colantuono al Forum, presso lo stand di Global Cargo, testimonia quindi un modello nel quale il territorio non rimane separato dall’attività internazionale, ma ne diventa parte attiva.
Ed è proprio questo uno dei passaggi più importanti nel percorso che Conflombardia sta sviluppando: collegare i propri coordinatori territoriali alle opportunità generate dalla rete nazionale e internazionale.
Perché un progetto di internazionalizzazione acquista valore quando può essere portato direttamente alle imprese dei territori.
Due ruoli, una sola rete
Loris Mischiatti e Antonietta Colantuono rappresentano due livelli differenti della stessa organizzazione.
Il primo opera sul fronte delle relazioni internazionali e della costruzione di collegamenti con il Senegal e l’Africa Occidentale.
La seconda lavora nella dimensione territoriale, quella nella quale le opportunità devono essere presentate, spiegate e rese accessibili alle imprese.
È proprio dall’incontro di queste due funzioni che può nascere un modello efficace.
L’Ambasciatore apre relazioni e costruisce collegamenti.
Il Coordinatore Territoriale porta quelle relazioni dentro il sistema delle imprese locali.
La struttura Conflombardia deve servire esattamente a questo: evitare che le opportunità rimangano isolate o affidate al singolo contatto personale e trasformarle invece in un patrimonio condiviso dall’intera rete.
Non incarichi da rappresentanza, ma responsabilità operative
Il Forum di Bologna offre quindi anche l’occasione per ribadire un principio che riguarda direttamente il modo nel quale Conflombardia intende costruire la propria organizzazione.
Gli incarichi devono produrre attività.
Essere Ambasciatore significa rappresentare Conflombardia, ma soprattutto sviluppare relazioni utili alla rete.
Essere Coordinatore Territoriale significa rappresentare l’organizzazione localmente, ma soprattutto conoscere il proprio territorio, dialogare con le imprese e utilizzare gli strumenti e le opportunità messe a disposizione.
Quando questi due livelli dialogano tra loro, la struttura smette di essere un semplice organigramma e diventa una rete operativa.
Ed è esattamente ciò che la presenza di Loris Mischiatti e Antonietta Colantuono a Bologna ha rappresentato.
Conflombardia cresce attraverso le persone che costruiscono relazioni
Le organizzazioni non diventano internazionali perché inseriscono la parola “International” nel proprio nome.
Diventano internazionali quando costruiscono una presenza reale, creano rapporti affidabili e riescono a mettere in collegamento territori differenti.
Allo stesso modo, una rete territoriale non cresce semplicemente nominando coordinatori.
Cresce quando quei coordinatori partecipano, incontrano imprese, conoscono opportunità e diventano protagonisti della vita dell’organizzazione.
La partecipazione di Loris Mischiatti e Antonietta Colantuono al Forum di Bologna rappresenta quindi qualcosa di più di una presenza a un evento.
È l’immagine del modello che Conflombardia vuole sviluppare: una rete nella quale l’internazionale incontra il territorio e nella quale le persone incaricate di rappresentare l’organizzazione diventano concretamente costruttori di relazioni, opportunità e sviluppo.
Perché il valore di una rete non si misura dal numero degli incarichi assegnati.
Si misura da ciò che quelle persone riescono a costruire attraverso quegli incarichi.












