La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi sostiene con il bando Bike to work & City Logistics investimenti legati alla mobilità casa-lavoro, agli spostamenti aziendali e alla logistica urbana. Il contributo è pari al 60% delle spese ammissibili, con investimento minimo di 5.000 euro e un massimo di 30.000 euro per impresa. Le domande possono essere presentate fino al 15 ottobre 2026.
Mobilità sostenibile non significa soltanto comprare biciclette
Il valore della misura sta nella capacità di collegare l’investimento a un obiettivo concreto di mobilità o logistica. Il semplice acquisto di un bene, senza una finalità chiaramente riconducibile al bando, non basta. L’impresa deve essere in grado di spiegare come quella spesa modifica il modo in cui persone o merci si spostano.
Per una PMI questo può significare interventi sul commuting dei dipendenti, sulla mobilità aziendale, sull’ultimo miglio o sulla distribuzione urbana. L’importante è che il progetto abbia una logica leggibile e che le spese siano coerenti con le tipologie previste dal regolamento.
Il contributo del 60% cambia il peso dell’investimento
Con un’intensità del 60% e un contributo massimo di 30.000 euro, il bando può incidere in modo significativo sulla sostenibilità economica del progetto. Ma il beneficio pubblico non deve sostituire il ragionamento aziendale. Prima di presentare la domanda è opportuno chiedersi se l’investimento produce un vantaggio operativo reale.
Riduzione dei costi di spostamento, miglioramento dell’accessibilità, efficienza della distribuzione, minori emissioni o migliore organizzazione dell’ultimo miglio sono esempi di risultati che possono rendere il progetto più coerente e misurabile.
La soglia minima di 5.000 euro obbliga a costruire un progetto
L’investimento minimo previsto è di 5.000 euro. Questo elemento suggerisce che la misura non è pensata per micro-acquisti isolati, ma per interventi con una certa consistenza. L’impresa dovrebbe quindi evitare di sommare spese senza una logica comune soltanto per raggiungere la soglia.
Un mini-piano di mobilità o logistica può aiutare molto: obiettivo, utenti coinvolti, strumenti previsti, costo, beneficio atteso e modalità di utilizzo. Non serve necessariamente un documento complesso, ma serve una logica aziendale chiara.
Una sola domanda per impresa
La previsione di una sola domanda rende ancora più importante la selezione delle spese. L’impresa deve decidere quali interventi inserire e quali lasciare fuori, evitando di frammentare il progetto. La coerenza complessiva vale più della quantità di voci presenti.
Restart e documentazione
La presentazione avviene tramite Restart. Prima dell’invio è opportuno verificare accessi, dati anagrafici, allegati e documentazione economica. In una domanda che combina più voci di spesa, l’ordine del fascicolo aiuta a prevenire errori e rende più semplice la fase di rendicontazione.
L’errore da evitare: acquisti senza finalità dimostrabile
Il rischio principale è presentare beni o servizi che, pur utili, non risultano chiaramente collegati alle finalità del bando. Una bicicletta, un mezzo, un software o un’attrezzatura non diventano automaticamente ammissibili: devono essere inseriti in un progetto coerente di commuting, mobilità aziendale o city logistics.
Dal bando a una diversa organizzazione degli spostamenti
Per una PMI il beneficio più interessante può essere quello di utilizzare il contributo per cambiare un processo, non solo per acquistare un bene. Una logistica urbana più efficiente o una mobilità casa-lavoro meglio organizzata possono produrre effetti che continuano anche dopo la chiusura del progetto.
La sequenza consigliata è: identificazione dell’esigenza, verifica delle spese ammissibili, costruzione del mini-piano, controllo della soglia minima, predisposizione della domanda e successiva rendicontazione. Il contributo diventa utile quando accompagna una scelta organizzativa reale.
Misurare il beneficio prima ancora di presentare la domanda
Un progetto di mobilità o logistica diventa più credibile quando l’impresa definisce in anticipo che cosa intende migliorare. Numero di dipendenti coinvolti, frequenza degli spostamenti, chilometri evitati, consegne interessate, riduzione dei tempi o migliore accessibilità sono esempi di indicatori che possono rendere il progetto più leggibile. Non tutti saranno applicabili allo stesso modo, ma scegliere qualche misura concreta aiuta a distinguere un investimento strategico da un semplice acquisto. Questo consente anche di verificare, dopo l’intervento, se il beneficio atteso si è realmente prodotto.
Fonte primaria
Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi
Bando Bike to work & City Logistics 2025–2026
Pagina vigente — verificata il 21 settembre 2026.
Contenuto informativo Conflombardia. Per requisiti, ammissibilità, scadenze e modalità operative fa fede esclusivamente la documentazione ufficiale dell’ente competente.











