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CONFLOMBARDIA E WAFRIK, UN PONTE TRA ITALIA E AFRICA: «PER LE PMI L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEVE PARTIRE DALLA CONOSCENZA»

7 Set, 2026

Intervista a Enrico Bombelli, Segretario Generale di Conflombardia: «Non vogliamo indicare alle imprese dove devono andare, ma costruire relazioni, informazioni e strumenti che consentano loro di valutare nuovi mercati con maggiore consapevolezza»


Conflombardia amplia la propria rete di relazioni e guarda anche ai mercati internazionali

La collaborazione tra Conflombardia PMI – Il Sindacato della Comunità e WAFRIK apre un nuovo ambito di lavoro dedicato alle relazioni tra il sistema delle piccole e medie imprese italiane, il Senegal e più in generale l’Africa occidentale.

Non si tratta semplicemente di aggiungere una nuova convenzione all’elenco dei partner del Sindacato.

L’obiettivo è più ampio: creare progressivamente una rete di interlocutori, competenze e occasioni di confronto attraverso la quale le imprese possano avvicinarsi ai processi di internazionalizzazione con maggiori informazioni e maggiore capacità di valutazione.

Un’impostazione che assume particolare rilevanza anche in vista del FEH – Forum dell’Imprenditorialità e dell’Habitat, in programma il 19 e 20 settembre 2026 ad Anzola dell’Emilia, Bologna, iniziativa autonoma promossa nell’ambito delle attività WAFRIK e dedicata ai rapporti tra Senegal e Italia, agli investimenti, alla cooperazione economica, al networking e agli incontri B2B.

Sul significato della Convenzione e sulla strategia che Conflombardia sta sviluppando abbiamo intervistato Enrico Bombelli, Segretario Generale di Conflombardia.


«Una rappresentanza delle PMI deve anche costruire nuove opportunità»

Segretario, perché Conflombardia ha deciso di avviare una collaborazione con WAFRIK?

Perché ritengo che una rappresentanza moderna delle piccole e medie imprese non possa limitarsi a intervenire quando nasce un problema.

Naturalmente tutela e rappresentanza rimangono funzioni fondamentali, ma dobbiamo essere capaci anche di costruire relazioni, strumenti e opportunità che possano accompagnare le imprese nella loro evoluzione.

La relazione con WAFRIK ci consente di aprire un confronto con un’area geografica che presenta dinamiche, caratteristiche e prospettive differenti rispetto a quelle alle quali molte delle nostre PMI sono tradizionalmente abituate.

La Convenzione nasce quindi dalla volontà di costruire un collegamento.

Questo non significa dire alle imprese che devono andare in Africa o che quel mercato sia adatto a tutti. Significa invece poter dire che, quando un imprenditore vuole iniziare a conoscerlo, Conflombardia sta cercando di costruire una rete che possa consentirgli di farlo con maggiore consapevolezza.


«Essere radicati nel territorio non significa chiudersi dentro i suoi confini»

Perché una realtà nata per rappresentare le PMI lombarde deve occuparsi anche del Senegal e dell’Africa occidentale?

Perché il concetto stesso di territorio è profondamente cambiato.

Un’impresa può avere la propria sede in Lombardia, i propri dipendenti e la propria storia nel territorio e contemporaneamente acquistare materie prime all’estero, esportare prodotti, avere clienti internazionali oppure cercare nuovi partner.

Continuo a considerare fondamentale il radicamento territoriale.

Anzi, credo che più allarghiamo il nostro raggio d’azione e più dobbiamo sapere con precisione da dove partiamo.

Ma tutelare il sistema imprenditoriale significa anche permettergli di conoscere quello che esiste fuori dai propri confini.

Conflombardia deve essere in grado di accompagnare l’impresa quando affronta un problema sul proprio territorio, ma deve anche essere capace di creare collegamenti quando quella stessa impresa comincia a guardare verso un nuovo mercato.

Il nostro principio non cambia: Tutelare, Informare, Formare e Promuovere.

Cambia e si amplia il campo nel quale possiamo applicarlo.


«Per una PMI il primo problema spesso è capire da dove cominciare»

Quale bisogno concreto delle piccole e medie imprese avete individuato?

La distanza tra l’interesse verso un nuovo mercato e la conoscenza reale di quel mercato.

Le PMI italiane possiedono competenze, capacità produttive e know-how spesso di altissimo livello, ma non tutte dispongono di un ufficio export o di strutture interne dedicate all’internazionalizzazione.

Una grande impresa può avere manager, consulenti, analisti, strutture legali e personale dedicato esclusivamente a queste attività.

Per una piccola impresa è molto più difficile.

Per questo il primo problema non è necessariamente chiedersi come vendere un prodotto in Senegal.

Prima vengono altre domande.

Da dove inizio? Chi devo conoscere? Quali informazioni devo acquisire? Quali soggetti devo verificare? Quali rischi devo considerare? Quanto tempo può richiedere un progetto?

È su questa distanza tra interesse e conoscenza che una rete come la nostra può cercare di intervenire.


La Convenzione non è una delega in bianco

Che cosa significa per Conflombardia avere WAFRIK tra i propri soggetti convenzionati?

Significa avere formalizzato una relazione all’interno del nostro sistema delle Convenzioni Nazionali.

Ma voglio chiarire un elemento che considero fondamentale.

Una convenzione non deve mai essere interpretata come una delega in bianco.

Il fatto che un soggetto sia convenzionato con Conflombardia non significa che il Sindacato assuma automaticamente la responsabilità di qualsiasi attività autonomamente organizzata dal partner.

Il nostro modello deve essere molto trasparente.

Conflombardia individua esigenze e opportunità, costruisce relazioni, informa la propria rete e mette le imprese nella condizione di conoscere determinati interlocutori.

Il soggetto convenzionato rimane responsabile delle attività e dei servizi che svolge direttamente.

È una distinzione necessaria per tutelare Conflombardia, il convenzionato e soprattutto l’impresa che si rivolge alla nostra rete.


FEH 2026: «Lo promuoviamo come iniziativa del nostro partner, mantenendo chiari i ruoli»

Il 19 e 20 settembre si svolgerà il FEH – Forum dell’Imprenditorialità e dell’Habitat. Qual è il rapporto tra l’evento e la Convenzione?

Dobbiamo distinguere molto chiaramente i due piani.

Il FEH, gli incontri B2B, le attività di networking e le altre iniziative previste dagli organizzatori appartengono all’attività autonoma dei soggetti che realizzano il Forum.

Non dobbiamo quindi presentare il FEH come se fosse automaticamente un servizio compreso nella Convenzione Conflombardia.

Detto questo, WAFRIK fa parte della nostra rete dei soggetti convenzionati e considero assolutamente corretto che Conflombardia dia visibilità a un’iniziativa del proprio partner quando questa può risultare interessante per imprese e professionisti.

Promuovere un’iniziativa del convenzionato non significa appropriarsene e non significa garantirne i risultati.

Significa informare la nostra comunità che quella possibilità esiste e consentire agli interessati di approfondirla e valutarla.


«Un B2B non è un contratto e una stretta di mano non è ancora una partnership»

Gli incontri B2B e il networking vengono spesso presentati come grandi opportunità. Non esiste il rischio di creare aspettative eccessive?

Il rischio esiste ed è proprio per questo che dobbiamo utilizzare un linguaggio corretto.

Un incontro B2B non è un contratto.

Un biglietto da visita non è ancora una partnership.

Una stretta di mano non significa aver concluso un investimento.

Il networking rappresenta uno strumento attraverso il quale può iniziare una relazione.

Dopo quell’incontro bisogna però verificare l’interesse delle parti, le condizioni economiche, la capacità di realizzare il progetto, gli aspetti contrattuali, l’affidabilità degli interlocutori, la logistica e la sostenibilità complessiva dell’operazione.

Non facciamo un buon servizio alle PMI quando diciamo semplicemente che esistono grandi opportunità.

Facciamo un buon servizio quando diciamo: questa opportunità esiste; adesso cerchiamo di capire quali condizioni devono verificarsi perché possa diventare concreta.


«Nessuna promessa di clienti, contratti o investimenti garantiti»

Che cosa non deve aspettarsi un imprenditore dalla Convenzione?

Non deve aspettarsi risultati garantiti.

Non deve pensare che l’esistenza della Convenzione Conflombardia possa significare automaticamente trovare clienti, ottenere finanziamenti, concludere contratti o individuare immediatamente il partner giusto.

E soprattutto la Convenzione non sostituisce mai la responsabilità dell’imprenditore.

Ogni progetto deve essere analizzato concretamente.

Devono essere valutati gli interlocutori, gli aspetti economici, quelli contrattuali, la logistica, il mercato, la fiscalità, la normativa e tutti gli elementi che normalmente accompagnano una decisione imprenditoriale.

Preferisco dichiarare chiaramente questi limiti fin dall’inizio piuttosto che costruire aspettative destinate eventualmente a essere disattese.


Tutelare, Informare, Formare e Promuovere anche nell’internazionalizzazione

Quale sarà concretamente il ruolo di Conflombardia?

Esattamente quello definito dalla nostra missione.

Tutelare, Informare, Formare e Promuovere.

Informare significa permettere alle imprese di conoscere territori, possibilità, interlocutori e anche criticità.

Formare significa aiutare l’imprenditore a comprendere cosa comporta realmente un processo di internazionalizzazione.

Promuovere significa creare relazioni, occasioni di incontro e visibilità.

Tutelare significa anche ricordare che qualsiasi decisione economica deve essere preceduta da verifiche adeguate e da una chiara identificazione delle responsabilità.

Conflombardia non deve sostituirsi all’imprenditore.

Dobbiamo cercare di metterlo nelle condizioni di decidere meglio.


Una strategia internazionale, non una collezione di bandiere

La Convenzione WAFRIK rappresenta l’inizio di una strategia più ampia di Conflombardia verso l’internazionalizzazione?

Sì, purché interpretiamo correttamente il significato della parola internazionalizzazione.

Non siamo interessati a costruire una collezione di bandiere da mettere sul nostro sito.

Non avrebbe alcun valore dichiarare di essere presenti in numerosi Paesi se dietro quelle presenze non esistessero persone, relazioni e competenze concrete.

La nostra idea è costruire progressivamente una rete internazionale qualificata, composta da imprese, professionisti, interlocutori e persone capaci di collegare territori differenti.

In questa direzione stiamo lavorando anche attraverso lo sviluppo di Conflombardia International.

Il principio resta comunque sempre lo stesso: partire dall’Italia e dai nostri territori ed essere contemporaneamente capaci di guardare più lontano quando questo può creare valore per la nostra comunità imprenditoriale.

WAFRIK rappresenta quindi uno dei tasselli di questo percorso.


«Non abbiate paura di guardare lontano, ma studiate prima di decidere»

Quale messaggio darebbe a una PMI italiana che oggi guarda al Senegal o all’Africa pensando che sia sufficiente trovare il contatto giusto?

Le direi di non avere paura di guardare lontano, ma allo stesso tempo di non innamorarsi troppo rapidamente della prima opportunità che incontra.

Un nuovo mercato può offrire possibilità importanti, ma prima deve essere conosciuto.

Una relazione deve essere costruita.

Un interlocutore deve essere verificato.

Un progetto deve essere analizzato.

Internazionalizzare non significa semplicemente trasferire all’estero il proprio modo di lavorare in Italia.

Significa entrare in relazione con un diverso sistema economico, imprenditoriale, culturale e istituzionale.

Per questo sintetizzerei il nostro approccio in una frase:

«Non vogliamo vendere l’Africa alle imprese. Vogliamo aiutare le imprese a comprenderla.»

Se dalla conoscenza nasceranno poi relazioni, investimenti, partnership e opportunità commerciali concrete, sarà naturalmente un risultato importante.

Ma prima viene il nostro compito: creare conoscenza, costruire relazioni e mettere l’imprenditore nella condizione di scegliere consapevolmente.


Conflombardia continuerà l’approfondimento su WAFRIK e Senegal

La Convenzione con WAFRIK si inserisce quindi in un percorso nel quale internazionalizzazione, relazioni e responsabilità devono procedere insieme.

Conflombardia proseguirà l’approfondimento attraverso un’intervista al referente WAFRIK, nella quale saranno affrontati anche gli aspetti più operativi: funzionamento della rete, rapporto tra Italia e Senegal, tipologia delle imprese interessate, selezione degli interlocutori, criticità, aspettative realistiche e caratteristiche delle attività promosse dal partner.

Parallelamente, il Sindacato darà spazio al FEH – Forum dell’Imprenditorialità e dell’Habitat del 19 e 20 settembre 2026 ad Anzola dell’Emilia, quale iniziativa autonoma del proprio soggetto convenzionato, mantenendo distinta la promozione dell’evento dal perimetro della Convenzione Nazionale.

Conflombardia PMI – Il Sindacato della Comunità
Tutelare · Informare · Formare · Promuovere

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