
Export, turismo, lavoro, previdenza, incentivi, dogane, innovazione, sicurezza, privacy e frodi digitali: l’Osservatorio PMI 2.0 di Conflombardia del 16 settembre 2026 seleziona quindici informazioni che meritano attenzione perché possono incidere sulle decisioni delle imprese. L’uscita n. 25/2026 comprende 10 fatti PMI, 5 casi di Vigilanza e Controlli e una pagina speciale dedicata al dossier “Il prezzo che non torna”.
Capire cosa cambia davvero, prima di trasformare una notizia in una decisione
L’Osservatorio PMI 2.0 torna il 16 settembre 2026 con l’uscita n. 25/2026, mantenendo la struttura operativa consolidata: 10 fatti dedicati direttamente alle PMI e 5 casi di Vigilanza e Controlli, selezionati dopo verifica delle fonti istituzionali, confronto con le edizioni precedenti e controllo dell’utilità concreta per imprese e professionisti.
Il criterio resta semplice: un dato diventa utile soltanto quando si comprende che cosa misura, a chi si applica, da quando produce effetti e quale decisione può rendere necessaria. Per questo l’Osservatorio non si limita a riportare numeri o scadenze, ma prova a separare il fatto dalla sua lettura operativa.
Export e turismo: il valore cresce, ma quantità e permanenza raccontano una storia più complessa
La prima pagina operativa parte dal commercio estero. A luglio 2026 l’export italiano cresce dello 0,3% sul mese e del 4,7% su base annua in valore, mentre i volumi esportati diminuiscono dell’1,7%. Nello stesso periodo i prezzi all’importazione risultano in aumento del 5,0% su base annua.
Per una PMI esportatrice il messaggio è importante: crescita nominale e crescita reale non coincidono. Un aumento del valore delle vendite estere non significa automaticamente che siano aumentate le quantità vendute o i margini. Per questo diventano centrali la lettura per mercato, prodotto, cliente, volume e costo degli input importati.
Anche il turismo mostra perché leggere un solo indicatore può essere fuorviante. Nel secondo trimestre 2026 si registrano quasi 148 milioni di presenze, in crescita del 3,9%, mentre gli arrivi diminuiscono dello 0,8%. La quota di presenze straniere raggiunge il 61,6%.
Per alberghi, ristorazione e servizi turistici, dunque, non conta soltanto quante persone arrivano, ma anche quanto rimangono, quanto spendono e quale capacità produttiva richiedono. Permanenza media, ricavo per ospite e composizione della clientela diventano indicatori gestionali più utili del solo numero degli arrivi.
Lavoro e previdenza: vacancy e contributi chiedono misure diverse
Eurostat segnala nel secondo trimestre 2026 un tasso di posti vacanti del 2,1% nell’area euro e del 2,0% nell’Unione europea. L’Italia registra un calo annuo di 0,3 punti percentuali. È un indicatore utile, ma non equivale al numero di lavoratori che una singola impresa non riuscirà a trovare.
Per le PMI la verifica reale rimane interna: quanti ruoli sono aperti, quanto tempo richiedono le selezioni, quante candidature sono effettivamente idonee e qual è il costo organizzativo di una posizione scoperta.
Dal 16 settembre cambia invece un aspetto operativo immediato: INPS comunica la variazione dei tassi applicati alle dilazioni e ai differimenti contributivi e della misura delle sanzioni civili in caso di mancato o ritardato pagamento. Per chi ha piani di rientro, tensioni di cassa o posizioni da regolarizzare, i calcoli devono quindi essere aggiornati.
Incentivi e investimenti: le scadenze contano, ma conta ancora di più la preparazione
Tra le misure più urgenti dell’edizione figura Re-Impresa. La pagina operativa di Regione Lombardia indica la chiusura dello sportello alle 14:00 del 18 settembre 2026. Il punto metodologico è rilevante: modifiche o proroghe annunciate da atti successivi non devono essere considerate operative finché non risultano recepite nell’Avviso effettivamente applicabile.
Un altro capitolo riguarda Collabora&Innova 2, con una dotazione di 90 milioni di euro, incrementabile fino a 108 milioni, e una scadenza fissata al 22 settembre alle ore 15:00. I partenariati devono essere composti da tre a otto soggetti e comprendere almeno una PMI e un organismo di ricerca.
Il valore del progetto non dipende soltanto dall’intensità del contributo. Ruoli dei partner, work package, budget e risultati devono essere coerenti. Inserire soggetti all’ultimo momento soltanto per soddisfare formalmente un requisito può rendere più fragile l’intera candidatura.
A Roma, il Voucher Doppia Transizione 2026 mette a disposizione 10 milioni di euro per le MPMI del territorio, con voucher fino a 10.000 euro e una finestra dal 15 al 22 settembre. L’ordine cronologico rende importante la velocità, ma soltanto dopo aver verificato requisiti, preventivi e coerenza delle spese.
La pagina dedicata a Crescita Trentino 2026 mostra inoltre come la sicurezza possa entrare in un piano di investimento più ampio. Tra le voci finanziabili figurano anche sistemi anti-intrusione, insieme a interventi su energia, ricerca e internazionalizzazione. Il criterio dovrebbe però restare lo stesso: non acquistare qualcosa soltanto perché finanziabile, ma collegare ogni investimento a un rischio o a un risultato misurabile.
Dogane ed export control: quando la compliance passa dai dati e dalle classificazioni
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha comunicato l’aggiornamento dei tracciati H7, con il passaggio da EUDCM 6.0 a EUCDM 6.2. Per operatori, spedizionieri e software provider non si tratta di una nuova imposta, ma di una modifica tecnica del modello dati che può incidere sui flussi dichiarativi se mapping e sistemi non risultano allineati.
Sul fronte dell’export control, la Commissione europea ha adottato il 14 settembre l’aggiornamento 2026 della lista dei beni a duplice uso. La distinzione temporale è fondamentale: l’atto è stato adottato, ma non è ancora entrato in vigore. Le imprese coinvolte possono preparare classificazioni e procedure, ma non devono anticipare l’efficacia normativa.
Vigilanza e controlli: cinque casi diversi, una sola regola organizzativa
Le ultime cinque pagine operative sono dedicate a Vigilanza e Controlli. Il primo caso riguarda la privacy: il Garante ha sanzionato per 24.000 euro un accesso al dossier sanitario effettuato per finalità organizzative diverse da quelle di cura. Il messaggio trasferibile anche fuori dal settore sanitario è chiaro: possedere una credenziale non significa essere autorizzati a usare qualsiasi dato per qualsiasi finalità.
A Ravenna, un controllo in edilizia riunisce lavoro nero, salute e sicurezza e Patente a Crediti, con sanzioni complessive indicate dall’INL per 30.000 euro. È un esempio concreto di come la compliance aziendale non possa essere divisa in archivi separati se, sul campo, i diversi profili vengono verificati insieme.
A Sesto Fiorentino, il caso di opere realizzate in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico ricorda che la verifica deve precedere il cantiere: disponibilità dell’area, titolo edilizio, vincoli e autorizzazioni devono essere letti in modo unitario prima di impegnare costi e materiali.
A Lucca, una richiesta estorsiva a un commerciante richiama invece il tema dei protocolli interni di sicurezza: segnalazione tempestiva, protezione delle persone, conservazione delle evidenze e rapporto con le autorità. L’arresto in flagranza resta un passaggio del procedimento e non equivale a una condanna definitiva.
Chiude la sezione un’allerta della Banca d’Italia sui falsi videomessaggi realizzati con tecniche di deepfake per promuovere piattaforme di investimento verosimilmente fraudolente. Volto, voce e qualità del video non sono più elementi sufficienti per considerare autentica una comunicazione: il controllo deve spostarsi sul canale ufficiale, sul dominio e sull’origine della richiesta.
La pagina speciale: “Il prezzo che non torna”
L’edizione del 16 settembre si chiude con una pagina 17 speciale dedicata al libro-inchiesta di Enrico Bombelli “Il prezzo che non torna”, un reportage economico-sindacale sul rapporto tra petrolio, prezzo alla pompa, fiscalità, distribuzione, lavoro e competitività.
Il dossier parte da una domanda semplice: perché il prezzo che vediamo al distributore sembra spesso non seguire in modo lineare l’andamento del petrolio? Per rispondere occorre ricostruire l’intera filiera, distinguere le componenti del prezzo e capire quali costi ricadono su imprese, lavoratori e famiglie.
È la stessa impostazione che guida l’Osservatorio PMI 2.0: comprendere prima di decidere, distinguere i fatti dalle interpretazioni e trasformare l’informazione in uno strumento operativo.
Osservatorio PMI 2.0 — Uscita n. 25/2026
Data di pubblicazione: 16 settembre 2026
10 fatti PMI + 5 Vigilanza e Controlli + Speciale Dossier
Edizioni Multimediali Conflombardia










