La misura lombarda mette a disposizione 90 milioni di euro, incrementabili fino a 108, per progetti complessi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Le domande chiudono il 22 settembre 2026 alle ore 15:00. Il punto decisivo per le imprese non è soltanto il finanziamento: è arrivare alla scadenza con un partenariato 3–8 soggetti già coerente, ruoli definiti e progetto tecnicamente credibile.
Una finestra corta su una misura di dimensione rilevante
Collabora&Innova 2 è una delle misure regionali più rilevanti dell’autunno per chi lavora su ricerca e sviluppo in Lombardia. La dotazione è di 90 milioni di euro e può arrivare a 108 milioni. La scadenza, però, è ravvicinata: 22 settembre 2026 alle ore 15:00. Per una PMI interessata il problema non è quindi “sapere che esiste il bando”, ma capire in pochi giorni se esistono davvero le condizioni tecniche e organizzative per presentare una proposta solida. Un progetto complesso non si costruisce a ritroso dalla modulistica: parte da obiettivi di ricerca, risultati attesi, responsabilità e capacità di esecuzione.
Il partenariato è un requisito sostanziale, non una formalità
La misura prevede partenariati da un minimo di tre a un massimo di otto soggetti, con la presenza di almeno una PMI e di un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza. Possono partecipare anche grandi imprese. Questo significa che la qualità della compagine è parte del progetto: chi fa cosa, con quali competenze, con quali risorse e con quale responsabilità sui risultati. Inserire partner soltanto per completare i requisiti può produrre una struttura fragile. Prima della domanda conviene quindi verificare complementarità, governance del progetto e capacità reale di collaborare per tutta la durata dell’intervento.
Ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere distinguibili
Il bando sostiene progetti complessi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati a innovazioni di prodotto o di processo. Per l’impresa è essenziale separare ciò che è normale investimento aziendale da ciò che rappresenta attività di R&S. Obiettivi, rischi tecnici, avanzamento delle conoscenze e risultati sperimentali devono essere leggibili. Una descrizione troppo commerciale o troppo generica può indebolire il progetto. Il team tecnico, l’amministrazione e gli eventuali consulenti devono quindi lavorare sullo stesso perimetro, evitando di presentare come ricerca ciò che è semplice acquisto o implementazione ordinaria.
Il Gate interno deve precedere l’invio
Con una scadenza così vicina, l’impresa dovrebbe usare un Gate interno molto semplice: partenariato chiuso, obiettivi condivisi, budget coerente, responsabilità assegnate, documentazione disponibile e cronoprogramma verificato. Se uno di questi elementi è ancora incerto, la priorità non è “compilare più velocemente”, ma risolvere il punto debole. La pressione della scadenza non elimina i requisiti e non migliora automaticamente la qualità della candidatura. Il vero rischio è investire tempo in un dossier che non ha ancora una struttura progettuale sufficientemente matura.
Novanta milioni non significano accesso automatico alle risorse
La dotazione elevata può creare l’impressione che vi sia spazio per ogni buon progetto. In realtà, la disponibilità finanziaria non sostituisce la coerenza tra problema industriale, attività di ricerca, partner e risultati. Le imprese dovrebbero evitare di partire dalla domanda “quanto possiamo ottenere?” e partire invece da “quale innovazione dobbiamo realizzare e perché richiede questo partenariato?”. Solo dopo ha senso costruire costi e piano finanziario. Questo approccio riduce il rischio di un progetto sovradimensionato o costruito intorno all’incentivo invece che alla strategia aziendale.
Cosa fare entro il 22 settembre
Per chi è già in fase avanzata, i prossimi giorni vanno usati per un controllo finale di requisiti, ruoli, coerenza del budget, allegati e responsabilità di firma e invio. Per chi non ha ancora un partenariato definito o un progetto di R&S maturo, la scelta più razionale può essere non forzare una candidatura incompleta. Collabora&Innova 2 è uno strumento importante, ma funziona quando l’impresa arriva alla domanda con un progetto già governato. La scadenza del 22 settembre alle 15:00 è quindi un Gate operativo: prima di inviare bisogna poter dimostrare che la collaborazione esiste davvero, non soltanto sulla carta.
Fonte: Regione Lombardia — Bandi e Servizi, Collabora&Innova 2, verifica 16 settembre 2026.












