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Stanzione, in 25 anni privacy diventata diritto di tutti Garante all’ANSA,…

5 Apr, 2022

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Stanzione, in 25 anni privacy diventata diritto di tutti Garante all’ANSA, “in guerra si eviti la pornografia del dolore”
Intervista a Pasquale Stanzione, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali
(di Michele Cassano, Agenzia ANSA, 5 aprile 2022)

In un quarto di secolo la privacy da diritto borghese è diventata una conquista di tutti, a sostegno della libertà e della democrazia. E’ il bilancio che traccia il presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Pasquale Stanzione, in un’intervista con l’ANSA rilasciata alla vigilia della presentazione del libro fotografico “25 anni di Privacy in Italia. Dalla distanza di cortesia all’algoritmo”. Il volume, realizzato in collaborazione con l’agenzia, ripercorre i mandati che si sono succeduti dal 1997 ad oggi e verrà presentato domani alle 15.30 a Roma, presso la Camera di Commercio – Tempio di Adriano.

Quali sono le principali conquiste di questo quarto di secolo?

“Indubbiamente la democratizzazione della privacy; la sua affermazione come diritto sempre più di tutte e tutti e, soprattutto, degli ultimi. Nato e percepito, in origine, come tradizionale prerogativa borghese, il diritto alla privacy si è progressivamente affermato (in Italia anche grazie allo Statuto dei lavoratori già negli anni ’70) come potente strumento di redistribuzione del potere informativo e, dunque, di garanzia delle fasce deboli nell’ottica dell’eguaglianza sostanziale sancita dalla Costituzione. E’ quello che Rodotà definiva il passaggio dal segreto (borghese) al controllo (del potere informativo)”.

La guerra, insieme alle vite umane, spazza via i diritti dei singoli. Come tutelare le persone vulnerabili?

“Come ogni emergenza, la guerra amplifica la dimensione della necessità e induce a sottovalutare l’importanza dei diritti. A farne le spese sono, quasi sempre, i soggetti più vulnerabili per condizione sociale, economica, personale. E questo è inaccettabile. Ecco perché, ad esempio, proprio rispetto alla guerra abbiamo ribadito l’esigenza di evitare, pur nel prezioso esercizio della libertà d’informazione, la pornografia del dolore, espresso dalla forza drammatica di bambini e corpi straziati”.

Nel corso della pandemia si è cercato di conciliare le esigenze di tutela della privacy e della salute pubblica. E’ soddisfatto del lavoro svolto? Quali sono le criticità da superare?

“La pandemia ci ha insegnato a ricercare sempre, dietro pretesi antagonismi, una sinergia virtuosa tra l’io e il…



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