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Carne sintetica? Nuovo nemico del food made in Italy

30 Nov, 2017

Riflettiamo un momento. Partiamo dal fatto che l’evoluzione, la trasformazione il progresso e l’innovazione non possono essere fermati. Però è spontaneo chiedersi quale sia il vero motivo che muove investimenti enormi sullo studio della realizzazione della carne sintetica.
Che motivo c’è di studiare la produzione di proteine sintetiche ma naturali? Lo studio e il miglioramento dei processi di produzione, in 5 anni, hanno fatto scendere il costo della produzione delle proteine sintetiche da 250.000 euro a 12.000 euro al kg. L’ obiettivo da raggiungere pare sia quello di un costo di produzione pari  8 euro per ogni Kg di proteine sintetiche. La prima azienda è  stata la Bayond Meat che le ha prodotte partendo da cellule d’animali e vegetali. Tra i suoi investitori ci sono Bill Gates, Evan Villians e Biz Stone. Nominati anche nello Speciale del Tg5 andato in onda ieri sera. Poi sono arrivate anche la Menphis Meat e la Hampton Creek Food, che stanno investendo  capitali enormi. Alcune Fonti parlano di 120 milioni di dollari in 5 anni.

Quali sono le ragioni di questa ricerca?

I sostenitori della necessità di avere a disposizione della carne sintetica portano le loro ragioni. Ci dicono che non uccideremo più animali per nutrirci. Il fabbisogno mondiale di cibo sarà così soddisfatto e avremo disposizione proteine anche in zone attualmente carenti.  Dicono addirittura che permetteranno di ridurre l’inquinamento, che ora è determinato in parte dalla necessita di spostare la materia  prima, come le mandrie di bestiame, su camion con  mortori a combustione. La possibilità di soddisfare la produzione di cibo in ambienti ostili alla normali condizioni terrestri , come ad esempio lo spazio, sa troppo di fantascienza? Forse, ma non poi così tanto.

Quali ostacoli da superare oggi per produrre industrialmente?

Come menzionato prima  il costo al kg è ancora proibitivo. 12.000  euro. Oggi la qualità della carne sintetica s’avvicina molto al macinato di carne. Probabilmente sarà ideale per un Hanburger, ma è lontana anni luce da una fettina o da un bel filetto. I ricercatori sono convinti che, nei prossimi anni, grazie alla ricerca si avrà un miglioramento dell’ attuale situazione.

La mia riflessione

Probabilmente passeranno ancora diversi anni. Forse decenni. Un giorno però ci arriveremo. Quale futuro avranno allora i nostri allevamenti e le coltivazioni? Cosa succederà all’ arte di trasformare il latte in migliaia di tipi di formaggi diversi, tipici dei nostri territori dal nord al sud, isole comprese?  E cosa succederà al grano che oggi dà consistenza e sapore alle centinaia di prodotti e specialità locali, dolci e salate? I nostri salumi di qualità eccezionale saranno ancora prodotti? La scienza sicuramente migliorerà la nostra vita fisica, ma siamo sicuri che migliorerà anche il nostro spirito? Quale destino avranno le migliaia di custodi delle tradizioni e delle ricette?
Piccoli imprenditori, coltivatori e artigiani, cosa ne pensate? Che sono un allarmismi? In questo caso, mi auguro che abbiate ragione al 1000%.

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