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Credito d’imposta fino a 4.000 euro per le edicole.

7 Set, 2021

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha riconosciuto un credito d’imposta agli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici.

Chi sono i beneficiari dell’agevolazione?

Sono beneficiari della misura per gli anni 2021 e 2022, il credito di imposta è destinato.

  1. Esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici.
  2. Imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali quotidiani e o periodici a rivendite situate nei comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti e nei comuni con un solo punto vendita.

Sono ammessi al beneficio i soggetti con.

  • Sede legale in uno Stato dell’unione europea o nello Spazio economico europeo
  • Residenza fiscale in Italia ovvero stabile organizzazione sul territorio nazionale, cui sia riconducibile l’attività commerciale cui sono correlati i benefici.
  • L’indicazione, per i punti vendita esclusivi, del codice di classificazione Ateco 47.62.10 di cui al registro delle imprese.
  • L’indicazione, per i punti vendita non esclusivi, di uno dei seguenti codici di classificazione Ateco, di cui al registro delle imprese.

1) Rivendite di generi di monopolio codice 47.26

2) Rivendite di carburante e di oli minerali codice 47.30

3) Bar, inclusi quelli posti nelle aree di servizio delle autostrade e all’interno di stazioni ferroviarie, aereoportuali e marittime codice 56.3

4) Strutture di vendita non specialistiche codice 47.1

5) Esercizi adibiti prevalentemente alla vendita di libri e prodotti equiparati, con un limite minimo di superficie di mq. 120 codice 47.61

6) Nel caso di imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali quotidiani e o periodici ammesse per gli anni 2020, 2021 e 2022. La presenza del codice attività primario 82.99.20.

Quali sono le agevolazioni previste?

Il credito di imposta è parametrato agli importi pagati dal titolare del singolo punto vendita per i locali in cui si esercita la vendita, nell’anno precedente a quello della domanda di accesso al credito d’imposta, con riferimento alle seguenti voci.

  • Imposta municipale unica Imu
  • Tassa per i servizi indivisibili Tasi
  • Canone per l’occupazione di suolo pubblico Cosap
  • Tassa sui rifiuti Tari

Spese per locazione, al netto dell’imposta sul valore aggiunto Iva per il solo anno 2019, le spese di locazione sono ammesse a condizione che l’esercente operi come unico punto vendita esclusivo nel territorio comunale.

Dall’anno 2020, il credito di imposta può essere, altresì, parametrato agli importi pagati nell’anno precedente per.

  • Servizi di fornitura di energia elettrica
  • Servizi telefonici e di collegamento a Internet
  • Servizi di consegna a domicilio delle copie di giornali

per i punti vendita non esclusivi tutte le suddette voci sono commisurate per punto vendita al rapporto tra i ricavi provenienti dalla vendita di giornali, riviste e periodici al lordo di quanto dovuto ai fornitori e i ricavi complessivi.

Per gli anni 2021 e 2022, il credito di imposta può essere parametrato, oltre che a tutte le sopracitate voci di spesa, anche agli importi pagati nell’anno precedente per.

  • L’acquisto o il noleggio di registratori di cassa o registratori telematici
  • L’acquisto o il noleggio di dispositivi

Il credito di imposta è riconosciuto nella misura massima di 4.000 euro a partire dall’anno 2020

Qual è la scadenza prevista per la presentazione delle domande di contributo?

Domande presentabili fino al 30 settembre 2021.

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