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14 Lug, 2026

Perché è nato l’Osservatorio PMI di Conflombardia. Intervista a Enrico Bombelli, Segretario Generale di Conflombardia

Ogni giorno un imprenditore riceve decine, forse centinaia, di informazioni.

Nuove norme. Incentivi. Scadenze. Intelligenza Artificiale. Cybersecurity. Dati economici. Bandi. Circolari. Nuovi obblighi.

Tutto sembra urgente.

Tutto viene presentato come decisivo.

Ma quante di queste informazioni richiedono realmente una decisione da parte di una piccola o media impresa?

Da questa domanda nasce l’Osservatorio PMI di Conflombardia, una pubblicazione tecnico-divulgativa e di supporto alla comprensione e alle decisioni, pensata per micro, piccole e medie imprese e professionisti.

Abbiamo chiesto a Enrico Bombelli, Segretario Generale di Conflombardia, di spiegare perché è nato il progetto, quali difficoltà sono emerse durante la sua costruzione e quale ruolo stanno assumendo le tecnologie di Intelligenza Artificiale nel processo di ricerca, analisi e organizzazione delle informazioni.


Segretario Bombelli, perché nasce l’Osservatorio PMI?

«Perché mi sono reso conto che oggi abbiamo un problema paradossale: non ci mancano le informazioni. Ne abbiamo troppe.

Ogni mattina un imprenditore apre il telefono e trova newsletter, articoli, post, circolari, comunicati e video.

Tutti gli dicono che qualcosa è importante.

Ma quell’imprenditore, nel frattempo, deve aprire l’azienda, parlare con i dipendenti, rispondere ai clienti, controllare i pagamenti e affrontare i fornitori.

A un certo punto mi sono posto una domanda molto semplice: chi lo aiuta a capire quali informazioni meritano davvero la sua attenzione?

L’Osservatorio PMI nasce da questa domanda.»


Le notizie economiche e normative sono già disponibili online. Perché creare un’altra pubblicazione?

«È esattamente questo il punto.

Noi non vogliamo aggiungere altre notizie alle notizie.

Se l’Osservatorio PMI diventasse semplicemente un contenitore di comunicati trovati su Internet, avremmo fallito.

La notizia è disponibile. Spesso gratuitamente.

Il problema è capire: questa cosa riguarda la mia impresa oppure no? Devo fare qualcosa? Devo approfondire? Posso aspettare? C’è un rischio? C’è un’opportunità?

Noi stiamo cercando di lavorare su questo passaggio.

Dall’informazione alla comprensione.»


Quindi l’Osservatorio non vuole fare giornalismo?

«No. E voglio essere molto chiaro.

L’Osservatorio PMI è una pubblicazione tecnico-divulgativa e di supporto alla comprensione e alle decisioni.

Non è una testata giornalistica e non vuole sostituirsi al lavoro dei giornalisti.

Allo stesso modo, non sostituisce il commercialista, l’avvocato, il consulente del lavoro o qualsiasi altro professionista specializzato.

Il nostro compito è diverso.

Noi vogliamo accendere una luce.

Dire all’imprenditore: “Guarda che su questo tema potrebbe essere necessario fermarsi cinque minuti e capire meglio”.

Poi, quando serve una valutazione specialistica, deve intervenire il professionista competente.»


Perché Conflombardia ha deciso di investire proprio nell’informazione?

«Perché informare è una delle nostre missioni.

Noi parliamo da tempo di T.I.F.P.: Tutelare, Informare, Formare e Promuovere.

Ma dobbiamo essere coerenti.

Non possiamo dire alle imprese che vogliamo informarle e poi limitarci a condividere qualche link sui social.

Per me informare significa fare un lavoro.

Cercare. Selezionare. Verificare. Confrontare.

Eliminare ciò che è già stato trattato. Capire se esiste un elemento realmente nuovo. E infine provare a spiegare perché un determinato tema può essere importante.

L’Osservatorio nasce anche per dare concretezza alla parola “Informare”.»


Avete incontrato difficoltà nella costruzione dell’Osservatorio?

«Certamente.

E credo sia importante dirlo.

Nella fase iniziale ci siamo accorti che, senza un controllo rigoroso, il rischio era di tornare continuamente sugli stessi argomenti.

AI Act. Incentivi. Credito. Cybersecurity.

Temi fondamentali. Ma non possiamo raccontare ogni giorno la stessa cosa cambiando semplicemente il titolo.

Abbiamo commesso anche degli errori.

La cosa importante è stata non nasconderli.

Ci siamo chiesti perché il processo producesse delle ripetizioni e abbiamo modificato il metodo di produzione.

Oggi, prima di costruire un nuovo numero, il lavoro parte dalla verifica di ciò che è già stato pubblicato.

Per me questo è un punto fondamentale: se individui un errore nel metodo, non devi difendere il metodo. Devi correggerlo.»


Quindi l’Osservatorio evolve numero dopo numero?

«Assolutamente sì.

Non siamo partiti dicendo: “Abbiamo inventato il prodotto perfetto”.

Siamo partiti da un’esigenza reale.

Ogni numero ci obbliga a verificare quello precedente.

Stiamo costruendo progressivamente un metodo più rigoroso di ricerca, selezione, verifica delle fonti, controllo delle duplicazioni e sviluppo dei contenuti.

Per questo oggi considero l’Osservatorio qualcosa di più di una pubblicazione.

Sta diventando un processo strutturato di osservazione dei cambiamenti che interessano le PMI


Utilizzate l’Intelligenza Artificiale. Non teme che questo possa creare diffidenza?

«La diffidenza nasce soprattutto quando le cose vengono nascoste.

Noi abbiamo scelto la trasparenza.

Per la realizzazione dell’Osservatorio utilizziamo anche tecnologie avanzate di Intelligenza Artificiale.

E lo dichiariamo chiaramente nella pubblicazione.

L’IA può supportare la ricerca, il confronto, l’organizzazione delle informazioni, l’analisi di grandi quantità di contenuti e alcune fasi della produzione multimediale.

Ma deve essere chiaro un principio:

l’Intelligenza Artificiale è uno strumento del processo. Non è il soggetto responsabile della pubblicazione.

Il metodo editoriale, la selezione dei temi, la verifica delle fonti e la supervisione finale restano sotto responsabilità umana.

Io non credo nella contrapposizione tra uomo e Intelligenza Artificiale.

Credo che la vera differenza sarà tra chi utilizzerà questi strumenti con metodo e responsabilità e chi li utilizzerà senza sapere realmente cosa sta facendo.»


Perché l’Osservatorio PMI è gratuito?

«Perché vogliamo che circoli.

Un piccolo imprenditore non deve chiedersi se può permettersi di spendere dei soldi per leggere una nostra pubblicazione.

Deve poter entrare nel portale, scaricarla gratuitamente e leggerla.

Poi sarà lui a decidere se ciò che facciamo è utile.

Io credo molto in una cosa:

prima di chiedere fiducia a una comunità, devi dimostrare concretamente quale valore sei capace di portare.

L’Osservatorio PMI rientra in questa logica.»


È anche uno strumento per far conoscere Conflombardia?

«Certamente. Sarebbe ipocrita negarlo.

Noi vogliamo far conoscere Conflombardia.

Ma la domanda è: come?

Possiamo pubblicare ogni giorno un post dicendo che siamo bravi, che siamo vicini alle imprese e che siamo il Sindacato della Comunità.

Oppure possiamo provare a costruire qualcosa di utile.

Io preferisco la seconda strada.

Se un imprenditore legge l’Osservatorio per tre mesi e pensa: “Questi mi hanno aiutato a vedere prima alcuni problemi”, allora avrà compreso concretamente cosa intendiamo quando parliamo di vicinanza alle PMI.

Non glielo abbiamo raccontato.

Abbiamo cercato di dimostrarlo.»


Qual è l’obiettivo futuro dell’Osservatorio PMI?

«Diventare sempre più preciso.

Non mi interessa dire che vogliamo diventare i più grandi o i più letti.

Mi interessa che un imprenditore, quando vede l’Osservatorio PMI, pensi:

“Vediamo cosa hanno selezionato oggi, perché probabilmente c’è qualcosa che devo sapere”.

Questa sarebbe già una grande conquista.

Vogliamo migliorare l’analisi, il confronto tra le informazioni, la continuità tra i numeri e la capacità di individuare segnali che oggi sembrano piccoli ma domani possono diventare importanti.

L’obiettivo è costruire nel tempo una memoria dei cambiamenti che stanno attraversando il mondo delle PMI


Se dovesse spiegare l’Osservatorio PMI a un imprenditore con una sola frase?

«Gli direi:

non vogliamo dirti tutto quello che è successo. Vogliamo aiutarti a capire cosa, tra quello che è successo, potrebbe riguardare la tua impresa.

Credo che l’Osservatorio PMI sia nato esattamente per questo.»


L’OSSERVATORIO PMI È DISPONIBILE GRATUITAMENTE

L’Osservatorio PMI di Conflombardia è una pubblicazione tecnico-divulgativa e di supporto alla comprensione e alle decisioni dedicata a micro, piccole e medie imprese e professionisti.

I numeri pubblicati possono essere consultati e scaricati gratuitamente attraverso il portale ufficiale Conflombardia.com.

Conflombardia — Il Sindacato della Comunità


L’Osservatorio PMI è una pubblicazione tecnico-divulgativa realizzata da Conflombardia. I contenuti hanno finalità informative e di supporto alla comprensione e alle decisioni di imprese, professionisti e PMI. Non costituisce attività giornalistica né sostituisce consulenze professionali o pareri specialistici.

Per la realizzazione dell’Osservatorio PMI vengono utilizzate tecnologie avanzate di Intelligenza Artificiale a supporto della ricerca, dell’analisi, dell’elaborazione e della produzione multimediale. La selezione dei temi, la verifica delle fonti e la supervisione finale restano sotto responsabilità umana.

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