L’Agenzia delle Dogane ha pubblicato il 3 settembre una nuova comunicazione della Commissione relativa alla Convenzione PEM, con ulteriori possibilità di cumulo diagonale. Per le PMI che esportano il vantaggio può essere concreto, ma solo quando paesi, regole applicabili e prove di origine sono compatibili. La matrice va letta prima di dichiarare il beneficio, non dopo.
Perché la matrice PEM conta per chi esporta
Le regole di origine preferenziale determinano quando un prodotto può beneficiare di un trattamento tariffario favorevole negli scambi coperti dagli accordi. La Convenzione PEM interessa una rete ampia di paesi e consente, in determinate condizioni, di cumulare lavorazioni e materiali originari.
La nuova comunicazione pubblicata da ADM segnala ulteriori possibilità di cumulo diagonale. È una opportunità perché può ampliare le combinazioni di filiera utilizzabili, ma non equivale a un via libera generalizzato.
Il cumulo diagonale funziona solo se le regole sono compatibili
Per applicare il cumulo occorre verificare che le parti coinvolte — paese del fornitore, paese di trasformazione e paese di destinazione — applichino regole di origine compatibili e che la combinazione sia consentita dalla matrice aggiornata.
La verifica deve essere fatta sul caso concreto. Una filiera che funzionava con un certo fornitore o una certa destinazione non può essere automaticamente replicata su un altro mercato.
La prova di origine resta il cuore del beneficio
Il vantaggio tariffario dipende dalla capacità di dimostrare l’origine. Dichiarazioni del fornitore, prove di origine, classificazione doganale e documentazione commerciale devono essere coerenti tra loro.
Se la documentazione è incompleta, il problema emerge spesso dopo la spedizione, in fase di controllo. Per questo l’origine preferenziale deve essere trattata come un processo documentale preventivo, non come un campo da compilare in fattura.
Acquisti e commerciale devono lavorare insieme
Le scelte di approvvigionamento possono modificare l’origine del prodotto. Il buyer che cambia fornitore o materiale può incidere sul beneficio doganale; il commerciale che promette al cliente un’origine preferenziale senza verificare la filiera espone l’impresa a rischio.
Serve quindi un raccordo tra acquisti, produzione, amministrazione export e consulente doganale, con una matrice interna dei prodotti e delle regole applicate.
Quando il cumulo può diventare vantaggio competitivo
Se verificato correttamente, il cumulo può rendere più flessibile la supply chain e migliorare il trattamento tariffario sui mercati di destinazione. Può quindi incidere su prezzo, sourcing e scelta dei partner.
Ma il vantaggio esiste solo se il costo di conformità e la prova documentale sono gestibili. La decisione va valutata insieme al valore delle esportazioni e alla struttura della filiera.
Checklist prima della prossima spedizione
Per ogni prodotto interessato conviene verificare cinque elementi: codice doganale, regola di origine, paesi coinvolti, matrice PEM aggiornata e prove documentali disponibili. Solo dopo questa verifica ha senso attribuire l’origine preferenziale.
La nuova matrice amplia le possibilità; la responsabilità dell’impresa resta quella di dimostrare che la propria combinazione rientra davvero nelle regole applicabili.
Fonti ufficiali verificate
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — Origine preferenziale: https://www.adm.gov.it/portale/origine-preferenziale
Comunicazione Commissione PEM del 02/09/2026: Richiamata da ADM e pubblicata il 03/09/2026












