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Servizi B2B +4,3%: logistica e consulenza diventano costi industriali da governare

7 Set, 2026

Nel secondo trimestre 2026 i prezzi alla produzione dei servizi sul mercato business aumentano dell’1,5% sul trimestre precedente e del 4,3% sull’anno. L’accelerazione è sostenuta soprattutto da trasporti e magazzinaggio; crescono anche i servizi professionali. Per una PMI è un richiamo a trattare logistica, consulenza, ICT e servizi esterni come componenti strutturali del costo, non come spese residuali.

I servizi esterni pesano sempre di più sul costo del prodotto

La trasformazione delle imprese ha aumentato il ricorso a trasporto, logistica, consulenza, servizi digitali, manutenzione e attività professionali. Quando i loro prezzi salgono, l’effetto arriva sul margine anche se materie prime e salari restano stabili.

Il dato ISTAT del secondo trimestre 2026 mostra prezzi B2B +1,5% sul trimestre e +4,3% sull’anno. Per molte PMI questa dinamica è ormai comparabile a quella di componenti tradizionalmente considerati “industriali”.

Trasporto e magazzinaggio sono il primo punto da mappare

ISTAT attribuisce una parte importante dell’accelerazione ai servizi di trasporto e magazzinaggio, con particolare contributo del trasporto marittimo, delle attività di supporto e del trasporto merci su strada. Nel Documento OPMI validato il comparto è indicato in crescita tendenziale del 7,0%.

Le imprese che vendono su più territori o lavorano con filiere lunghe dovrebbero quindi separare costo del trasporto, stoccaggio, handling e servizi accessori invece di leggere una sola voce “logistica”.

Anche i servizi professionali aumentano

I prezzi delle attività professionali, scientifiche e tecniche crescono dello 0,7% sul trimestre e del 3,5% sull’anno. È un segnale da osservare per consulenze tecniche, ingegneria, certificazioni, progettazione e altre competenze acquistate all’esterno.

In molti casi questi contratti vengono rinnovati automaticamente o indicizzati. Senza una revisione del perimetro, l’impresa rischia di pagare di più per servizi che nel frattempo potrebbero essere ridisegnati o internalizzati.

La negoziazione non deve riguardare solo il prezzo

Quando un servizio aumenta, la risposta non è necessariamente chiedere uno sconto. È spesso più efficace rivedere SLA, frequenza, tempi di consegna, responsabilità, volumi minimi e attività incluse.

La domanda manageriale diventa: “quale livello di servizio ci serve davvero?”. Ridurre complessità e variabilità può produrre risparmi più solidi di una riduzione percentuale temporanea.

Costruire un indice interno dei servizi acquistati

Una PMI può selezionare i dieci servizi esterni con maggiore spesa annua e monitorare prezzo, quantità, rinnovo, fornitore e impatto sul costo unitario. Questo crea una dashboard di acquisto spesso assente nelle imprese che controllano bene le materie ma poco i servizi.

Il confronto con gli indici ISTAT aiuta a capire se una richiesta di aumento è coerente con il mercato, ma non sostituisce l’analisi del contratto specifico.

Il margine va protetto anche fuori dalla fabbrica

Logistica, consulenza, ICT e servizi professionali non sono costi “di contorno”: possono modificare la redditività di commesse e clienti. La crescita dei prezzi B2B rende necessario inserirli stabilmente nel controllo di gestione.

La PMI che misura queste componenti può rinegoziare prima, cambiare fornitore, ridisegnare il servizio o trasferire parte del costo nel prezzo. Quella che le scopre a consuntivo subisce l’aumento quando è ormai entrato nel margine.

Fonti ufficiali verificate

ISTAT — Prezzi alla produzione dei servizi, II trimestre 2026: https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-alla-produzione-dei-servizi-ii-trimestre-2026/

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