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Open Challenge Lombardia: la subfornitura entra in una selezione internazionale, non in un bando

20 Set, 2026

Fino al 25 settembre 2026 è aperta una Open Challenge che coinvolge Deguma Schütz e ricerca in Lombardia fornitori e partner per componenti meccanici di precisione CNC, ricambi, lavorazioni di carpenteria, parti in metallo, gomma e plastica e assiemi saldati. I candidati selezionati potranno accedere a incontri B2B previsti il 6 ottobre. Il punto decisivo: non è un contributo economico, ma una selezione commerciale e industriale. La candidatura deve quindi dimostrare capacità produttiva, qualità, affidabilità e interesse concreto alla collaborazione.

1. Non chiamatelo bando se non ci sono contributi

La prima correzione serve a evitare aspettative sbagliate. L’Open Challenge non assegna un voucher o un finanziamento: mette in relazione imprese lombarde con una domanda industriale internazionale. Questo cambia completamente il modo di preparare la candidatura. Non serve costruire un progetto per ottenere un contributo; serve presentare l’impresa come potenziale fornitore o partner credibile. Capacità produttiva, macchinari, tolleranze, materiali lavorati, certificazioni, lead time e referenze diventano quindi informazioni centrali.

2. La scheda aziendale deve parlare la lingua del buyer

Molte PMI hanno presentazioni commerciali generiche, piene di storia aziendale e poco orientate alla decisione del buyer. In una selezione di subfornitura serve l’opposto: una scheda sintetica che dica cosa produciamo, con quali tecnologie, in quali quantità, con quali standard e per quali settori. Per lavorazioni CNC e carpenteria, ad esempio, sono utili dati su parco macchine, dimensioni lavorabili, materiali, precisioni, capacità di saldatura, controllo qualità e gestione della tracciabilità. Il buyer deve capire rapidamente se vale la pena aprire il confronto.

3. La qualità deve essere documentata

Dire “lavoriamo bene” non basta. Le certificazioni disponibili, le procedure di controllo, i sistemi di gestione delle non conformità, la tracciabilità dei materiali e l’esperienza su commesse analoghe devono essere facilmente verificabili. Questo vale anche per le imprese molto specializzate ma poco strutturate commercialmente. Una Open Challenge può essere un’occasione per costruire un dossier fornitore riutilizzabile in altri mercati. La candidatura diventa così un investimento commerciale anche se non si viene selezionati.

4. Prezzo e capacità non sono gli unici criteri

Nelle filiere internazionali contano anche affidabilità delle consegne, flessibilità, comunicazione tecnica, capacità di prototipazione e gestione delle variazioni. Una PMI dovrebbe quindi evitare di competere soltanto sul prezzo. Se possiede competenze distintive, tempi rapidi, lavorazioni speciali o capacità di co-design, deve renderle visibili. Un fornitore che costa meno ma genera ritardi o non conformità può essere molto più oneroso per il committente. La proposta deve esprimere il valore industriale della collaborazione.

5. La scadenza del 25 settembre impone un’azione rapida ma ordinata

Il tempo è breve. Per candidarsi senza improvvisare conviene organizzare un mini-gate: verifica requisiti della call, aggiornamento company profile, raccolta referenze, controllo certificazioni e nomina di un referente tecnico-commerciale. Se l’impresa non dispone di materiali in inglese o di dati aggiornati, questa è la priorità. Il 6 ottobre, per gli eventuali B2B, servirà poi una preparazione diversa: domande sul fabbisogno, volumi, standard, processi di qualifica e prossimi step.

6. L’internazionalizzazione può iniziare da una commessa

Per molte PMI l’export viene immaginato come presenza a fiere o apertura di nuovi mercati. Una call di subfornitura ricorda che l’internazionalizzazione può iniziare anche da una relazione B2B molto concreta. Se la propria tecnologia risponde al bisogno, la priorità è candidarsi con un dossier professionale e misurabile. Non c’è un contributo da “vincere”: c’è una possibilità commerciale da qualificare. E proprio per questo la qualità della presentazione conta quanto la qualità del prodotto.


Fonte ufficiale: Regione Lombardia Open Innovation / Finlombarda — Open Challenge

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