La Camera di Commercio di Bologna mette a disposizione 300.000 euro di contributi a fondo perduto per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica delle MPMI bolognesi. Le domande si presentano su Restart dalle ore 11:00 del 21 settembre alle ore 13:00 del 12 ottobre 2026. Gli interventi riguardano fotovoltaico, micro/minieolico, sistemi di accumulo e, se indicati nella diagnosi energetica, anche solare termico e microcogenerazione. Il criterio operativo resta uno: partire dal fabbisogno energetico, non dal contributo.
1. Il bando finanzia l’energia che serve all’impresa
Gli impianti di autoproduzione devono essere orientati principalmente all’autoconsumo e alla riduzione dei costi di approvvigionamento. È un punto importante perché evita di trattare il bando come semplice incentivo all’acquisto di impianti. Prima della domanda l’impresa dovrebbe conoscere i propri consumi annuali, il profilo orario, i picchi e le superfici disponibili. Senza questi dati è difficile dimensionare correttamente un impianto e stimare il beneficio economico. Il contributo può ridurre il tempo di ritorno, ma non corregge un progetto sovradimensionato o poco coerente.
2. Fotovoltaico, minieolico e accumulo vanno dimensionati
La misura include fotovoltaico e micro/minieolico, eventualmente associati a sistemi di accumulo. Per l’accumulo sono previsti limiti specifici rispetto alle spese dell’impianto principale. La scelta tecnica deve quindi essere legata al profilo di consumo: accumulare energia ha senso quando aiuta a spostare l’utilizzo verso le ore in cui l’impresa ne ha bisogno. Comprare batterie “perché finanziate” senza misurare i flussi può aumentare l’investimento senza migliorare il risultato. Serve un dimensionamento energetico ed economico.
3. La diagnosi energetica diventa decisiva per alcuni interventi
Tra le novità 2026, collettori solari termici e microcogenerazione possono essere ammissibili se espressamente indicati nella diagnosi energetica. Questo rafforza una regola generale: alcuni investimenti devono essere giustificati da un’analisi tecnica precedente. La diagnosi non dovrebbe essere un allegato prodotto all’ultimo momento, ma la base per decidere quali interventi hanno il miglior rapporto tra costo, risparmio e priorità. Dove non è obbligatoria, resta comunque utile come strumento di gestione.
4. Attenzione alla finestra 21 settembre–12 ottobre e alla procedura
Le domande possono essere inviate dalle 11:00 del 21 settembre alle 13:00 del 12 ottobre tramite Restart. La documentazione deve essere firmata digitalmente dal titolare o legale rappresentante secondo le indicazioni camerali e la pratica richiede anche l’assolvimento del bollo. Prima dell’apertura conviene verificare firma digitale, accesso alla piattaforma, anagrafica e allegati. Gli errori formali possono compromettere una buona idea tecnica; per questo il gate documentale va chiuso prima del giorno di invio.
5. Il vero indicatore è il costo energia evitato
Per confrontare progetti diversi, la PMI dovrebbe stimare il costo annuale dell’energia prima e dopo l’intervento. A questo vanno aggiunti manutenzione, degrado, eventuale accumulo e incentivi. Il contributo è una componente del piano, non il risultato. Un progetto ben costruito deve restare industrialmente sensato anche se tempi e condizioni operative cambiano. La metrica utile è quanta energia acquistata si evita e quale riduzione strutturale di costo si ottiene.
6. Tre numeri da preparare prima della domanda
Prima di aprire la pratica, l’impresa dovrebbe avere almeno tre numeri: consumo annuo in kWh, quota di autoconsumo prevista e risparmio economico annuo stimato. Se questi dati non sono disponibili, il progetto non è ancora pronto. La misura da 300.000 euro può accelerare investimenti utili, ma il vantaggio più importante è costringere l’impresa a misurare il proprio sistema energetico. L’efficienza non nasce dal bando; nasce dalla capacità di sapere dove, quando e perché si consuma.
Fonte ufficiale: Camera di Commercio di Bologna — Transizione energetica 2026












