È online il Numero 8 dell’Osservatorio PMI di Conflombardia, pubblicato il 15 luglio 2026.
Sedici pagine di analisi tecnico-divulgativa dedicate a fatti, dati e notizie che interessano direttamente il mondo delle piccole e medie imprese.
Il filo conduttore di questo numero nasce da una frase molto semplice:
Il controllo non crea il problema. Lo trova.
Ma il principio vale anche oltre i controlli.
Un dato economico non crea una dinamica aziendale. La rende visibile. Una scadenza non crea un problema di liquidità. Può evidenziare che un valore fiscale e una disponibilità finanziaria non coincidono. Un indice medio non descrive automaticamente la singola impresa. E un listino che aumenta non significa necessariamente che il margine stia crescendo.
È da questa impostazione che nasce il nuovo numero dell’Osservatorio PMI.
Dai controlli alle condizioni reali dell’impresa
Le prime pagine analizzano recenti attività di controllo che hanno interessato imprese e attività economiche in territori e settori differenti.
Ad Avellino, sette aziende controllate e tre sospensioni portano l’attenzione su lavoro, sicurezza e documentazione.
A Siena, le verifiche attraversano comparti diversi, mostrando la trasversalità degli ambiti sottoposti a vigilanza.
Nel Frusinate, due attività del settore alimentare vengono sospese dopo controlli NAS. Un ristorante e un caseificio arrivano allo stesso esito attraverso quadri di criticità differenti: condizioni igieniche, infestanti e tracciabilità nel primo caso; acqua utilizzata nel processo, SCIA sanitaria e agibilità nel secondo.
A Parma emerge invece una questione diversa: la distanza possibile tra una procedura formalmente prevista e la sua effettiva attuazione operativa.
Il quadro si amplia con la campagna nazionale NAS dedicata alla prevenzione del rischio di diffusione dell’Epatite A: 1.104 ispezioni, 416 esiti irregolari e 44 attività sospese.
Il dato non autorizza generalizzazioni sull’intero settore alimentare italiano. Mostra però quanto differenti livelli della gestione aziendale possano diventare oggetto di verifica.
Produzione industriale: un mese scende, il trimestre sale
L’Osservatorio cambia poi campo e analizza i dati economici.
A maggio 2026 la produzione industriale diminuisce dello 0,3% rispetto ad aprile. Nella media marzo-maggio, però, aumenta dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Su base annua, l’indice corretto per gli effetti di calendario cresce dell’1,1%.
Tre numeri apparentemente differenti.
In realtà, tre orizzonti temporali diversi.
Per una PMI la domanda non è quale dato scegliere, ma quale periodo sia coerente con la decisione che deve essere assunta.
Inflazione al 3%, ma le componenti non si muovono tutte insieme
A giugno 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo è invariato sul mese e cresce del 3,0% su base annua, rallentando dal 3,2% di maggio.
Sotto lo zero mensile del dato generale, però, alcune componenti scendono e altre salgono.
Gli alimentari non lavorati diminuiscono dell’1,4% sul mese. I servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona aumentano dello 0,6%. I servizi di trasporto crescono dello 0,5%.
La media nazionale sintetizza movimenti differenti.
Per l’impresa questo significa una cosa precisa: il dato generale è contesto, non è automaticamente il proprio conto economico.
Credito IVA e liquidità non sono la stessa cosa
Il Numero 8 dedica una pagina anche al Modello IVA TR e al termine ordinario del 31 luglio 2026 per il secondo trimestre, per i contribuenti interessati e in presenza dei presupposti previsti.
Il punto osservato dall’Osservatorio non è la compilazione del modello.
È la distinzione tra credito e disponibilità.
Un credito IVA può esistere fiscalmente senza coincidere con liquidità immediatamente presente sul conto corrente.
Rimborso e compensazione sono percorsi differenti. E conoscere l’importo di un credito non significa aver già misurato il momento in cui produrrà un effetto finanziario reale.
60 milioni raggiunti in 24 ore
Il caso del credito d’imposta per design e ideazione estetica offre un’altra prospettiva.
Il 7 luglio viene aperta la piattaforma. L’8 luglio il Ministero delle Imprese e del Made in Italy comunica che la dotazione disponibile di 60 milioni di euro è stata raggiunta in 24 ore.
Oltre 400 pratiche presentate.
Pratiche presentate, non automaticamente approvate.
Il dato non dimostra che ogni incentivo esaurisca rapidamente le proprie risorse. Mostra, però, quanto breve possa essere la distanza temporale tra l’operatività di una misura e la concentrazione delle richieste.
PMI: la dimensione non racconta tutta la struttura dell’impresa
Una statistica sperimentale Eurostat offre un dato particolarmente significativo.
Nei 13 Paesi osservati, sui dati 2022, le PMI appartenenti a gruppi d’impresa rappresentano il 4,9% delle imprese, ma concentrano il 17,3% della forza lavoro, il 25,6% di salari e stipendi e il 23,3% del valore aggiunto osservato.
Il dato non dimostra un rapporto causale tra appartenenza a un gruppo e risultati economici.
Mostra però il limite di una lettura fondata esclusivamente sulla dimensione.
Due imprese classificate entrambe come PMI possono operare in configurazioni strutturali profondamente differenti.
I prezzi dei servizi BtoB crescono
Nel primo trimestre 2026 i prezzi alla produzione dei servizi destinati al mercato business aumentano dell’1,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,7% su base annua.
La crescita congiunturale interessa, con intensità differente, quasi tutti i settori.
Il principale sostegno arriva dai servizi di trasporto e magazzinaggio.
Anche in questo caso, il dato non significa che i costi di ogni PMI siano aumentati del 2,7%.
L’indice descrive un mercato specifico: quello dei servizi venduti da imprese ad altre imprese e, nel perimetro statistico considerato, alla Pubblica Amministrazione.
Industria: −0,2% nel mese, +7,3% in un anno
A maggio 2026 i prezzi alla produzione dell’industria diminuiscono dello 0,2% rispetto ad aprile, ma aumentano del 7,3% rispetto a maggio 2025.
Sul mercato interno la crescita annua raggiunge il 9,1%.
Sul mercato estero si ferma al 2,7%.
Al netto dell’energia, la crescita annua è del 2,4%.
Ancora una volta, il numero generale cambia profondamente quando si osservano il mercato di destinazione e la composizione dell’indice.
Fiducia: imprese e consumatori vanno in direzioni opposte
A giugno il clima di fiducia delle imprese passa da 94,2 a 95,2.
Quello dei consumatori scende da 93,4 a 92,4.
Stessa ampiezza numerica del movimento: un punto di indice.
Direzione opposta.
Ma gli indicatori non sono due voti e non misurano la stessa popolazione.
La fiducia delle imprese non è produzione industriale. La fiducia dei consumatori non equivale ai consumi realizzati.
Sono indicatori del clima di opinione.
I costi corrono più dei listini. I margini si riducono
Una delle notizie più rilevanti del nuovo Osservatorio riguarda i margini di profitto.
Secondo la Nota ISTAT sull’andamento dell’economia italiana, dopo l’aumento del 2023 i margini hanno iniziato a scendere.
All’inizio del 2026 la riduzione risulta diffusa a tutti i settori analizzati, in un quadro in cui l’incremento dei costi variabili supera quello dei listini di vendita.
Questo non significa che tutte le imprese siano in perdita.
Significa che un listino può aumentare e il margine può contemporaneamente ridursi.
Prezzi, costi e margini sono grandezze diverse.
292.787 imprese nate. 255.667 cessazioni
Il Numero 8 si chiude con i nuovi dati ISTAT sulla demografia d’impresa.
Nel 2024 le tavole ufficiali registrano 292.787 nascite d’impresa e 255.667 cessazioni.
Il tasso netto di turnover resta positivo: +0,9 punti percentuali.
Ma la statistica non osserva soltanto quante imprese nascono e quante cessano.
Analizza anche la sopravvivenza nel tempo.
Per la coorte di imprese nate nel 2019, il tasso complessivo di sopravvivenza a cinque anni è circa il 49,4%, con differenze tra industria, costruzioni, commercio e altri servizi.
Una cessazione non equivale automaticamente a un fallimento.
E la sopravvivenza non è sinonimo di successo economico.
Ma il dato pone una domanda che riguarda l’intero sistema delle PMI:
Stiamo contando soltanto quante imprese nascono o stiamo osservando anche quante restano nel tempo?
L’Osservatorio PMI di Conflombardia
Osservatorio PMI è una pubblicazione tecnico-divulgativa di Conflombardia dedicata all’analisi di fatti, dati e notizie con potenziale impatto sulle decisioni delle imprese.
Non è una testata giornalistica e non sostituisce consulenze professionali, pareri specialistici o valutazioni delle autorità competenti.
Per la ricerca, l’analisi, l’elaborazione e la produzione multimediale vengono utilizzate anche tecnologie avanzate di Intelligenza Artificiale. La verifica delle fonti, la revisione dei contenuti e la responsabilità editoriale restano sottoposte a controllo umano.
Osservatorio PMI — Numero 8, 15 luglio 2026
Produzione Multimediale Conflombardia
© 2026 Conflombardia — Tutti i diritti riservati












