Il 13 maggio 2026 il prestigioso Circolo Filologico Milanese ospiterà la V Edizione dello Young Innovator Business Forum, uno degli appuntamenti più importanti dedicati all’innovazione, alla trasformazione digitale, alla cybersecurity, alle nuove competenze e al futuro delle imprese italiane ed europee. L’evento, organizzato da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, vedrà la partecipazione di ministri, rappresentanti istituzionali, dirigenti d’impresa, esperti di innovazione, università, startup e protagonisti del panorama economico nazionale. Tra i relatori sarà presente anche Enrico Bombelli, Segretario Generale di Conflombardia PMI, invitato a intervenire nel Panel dedicato a “Competenze, lavoro e futuro del talento digitale”. Una presenza che conferma il crescente ruolo di Conflombardia nel dibattito nazionale sui temi legati alle PMI, alla trasformazione del lavoro e alla costruzione di reti territoriali e internazionali capaci di affrontare le sfide dell’economia contemporanea. Lo Young Innovator Business Forum non rappresenta soltanto una giornata di confronto tra esperti, ma un luogo dove istituzioni, imprese e nuove generazioni cercano di comprendere quale sarà il modello economico, produttivo e sociale dei prossimi anni. In un’epoca caratterizzata da intelligenza artificiale, cybersecurity, innovazione tecnologica, crisi geopolitiche e trasformazioni profonde del mercato del lavoro, iniziative di questo livello assumono un valore strategico sempre più importante per il sistema Paese.
Gabriele Ferrieri e il ruolo di ANGI nel costruire il dialogo tra innovazione e istituzioni
Uno degli elementi che rendono questo evento particolarmente significativo è il lavoro svolto negli anni da Gabriele Ferrieri e da ANGI nel creare un vero punto d’incontro tra giovani innovatori, imprese, istituzioni e mondo tecnologico. Organizzare una manifestazione di questo livello significa riuscire a mettere attorno allo stesso tavolo ministeri, rappresentanti europei, grandi aziende, startup, professionisti e associazioni territoriali, costruendo un dialogo concreto su temi che oggi influenzano direttamente il futuro economico dell’Italia. Come Conflombardia desideriamo ringraziare il Presidente Ferrieri per l’invito rivolto alla nostra struttura e per l’opportunità di partecipare a un confronto di così alto livello. Iniziative di questo tipo dimostrano infatti quanto sia importante creare spazi reali di dialogo tra chi produce innovazione e chi opera quotidianamente nei territori a contatto con imprese, professionisti e lavoratori. In questi anni ANGI è riuscita a ritagliarsi un ruolo importante nel panorama nazionale dell’innovazione italiana, affrontando temi che spaziano dalla digitalizzazione alla sostenibilità, dalla cybersecurity alla formazione delle nuove generazioni. La presenza di ministri, dirigenti europei, grandi gruppi industriali e istituzioni conferma inoltre la credibilità raggiunta dal forum e la capacità organizzativa costruita nel tempo. Eventi come questo non servono soltanto a creare networking, ma contribuiscono concretamente a costruire una cultura dell’innovazione più consapevole e strategica per il futuro del Paese.
La conduzione di Ylenia Totino e il valore della comunicazione moderna negli eventi istituzionali
A moderare la giornata sarà Ylenia Totino, figura già conosciuta e apprezzata in numerosi eventi dedicati all’innovazione, alla comunicazione e al mondo imprenditoriale. In un’epoca dove la capacità comunicativa assume un ruolo sempre più centrale anche nei contesti istituzionali ed economici, la presenza di moderatori capaci di mantenere ritmo, attenzione e connessione tra relatori e pubblico diventa un elemento strategico fondamentale. Negli anni abbiamo avuto modo di incontrare Ylenia Totino in altri convegni e iniziative, apprezzandone la professionalità, la capacità di gestione dei panel e l’equilibrio comunicativo con cui riesce a accompagnare dibattiti spesso molto tecnici e complessi. Oggi la comunicazione non può più essere considerata un semplice elemento accessorio negli eventi dedicati all’innovazione. La vera sfida consiste nel riuscire a tradurre temi altamente specialistici in contenuti comprensibili, coinvolgenti e accessibili anche alle nuove generazioni e al mondo delle PMI. La figura del moderatore assume quindi un ruolo molto più importante rispetto al passato: non soltanto gestione tecnica dell’evento, ma vera capacità di costruire connessioni tra mondi differenti. Ed è proprio questo uno degli aspetti che rende forum come quello organizzato da ANGI particolarmente efficaci nel creare dialogo tra istituzioni, imprese, giovani e professionisti.
Cybersecurity, difesa digitale e protezione delle infrastrutture strategiche
Uno dei temi centrali della giornata sarà quello dedicato alla cybersecurity e alla difesa digitale nazionale, argomento ormai diventato strategico non soltanto per governi e grandi infrastrutture, ma anche per le PMI, i professionisti e le reti territoriali. Il Panel vedrà la partecipazione di rappresentanti della Polizia Postale, esperti di sicurezza cibernetica e dirigenti di importanti realtà tecnologiche italiane. Oggi la sicurezza digitale rappresenta una delle principali sfide globali. Le minacce informatiche non riguardano più soltanto il furto di dati o le grandi multinazionali, ma coinvolgono direttamente imprese locali, strutture pubbliche, professionisti e cittadini. In un sistema economico sempre più digitalizzato, proteggere infrastrutture, reti informative e sistemi produttivi significa proteggere anche stabilità economica, lavoro e competitività nazionale. Per questo motivo il tema della cybersecurity non può più essere considerato un argomento esclusivamente tecnico, ma deve diventare parte integrante della cultura imprenditoriale moderna. Molte PMI italiane possiedono ancora una percezione limitata del rischio cyber e spesso non dispongono di adeguate strategie di protezione digitale. Forum come questo hanno quindi il merito di portare il tema della sicurezza informatica dentro il dibattito economico nazionale, creando consapevolezza e confronto operativo.
Intelligenza artificiale, open innovation e trasformazione produttiva
Grande attenzione sarà dedicata anche alla trasformazione digitale e all’open innovation, con particolare focus sull’intelligenza artificiale e sui nuovi paradigmi tecnologici che stanno ridefinendo imprese, investimenti e modelli produttivi. La presenza di esponenti di Intesa Sanpaolo Innovation Center, RINA, BIP CyberSec, Tinexta e altri importanti attori del panorama tecnologico dimostra quanto oggi il tema dell’AI sia diventato centrale per il futuro economico europeo. L’intelligenza artificiale non rappresenta più una tecnologia futuristica confinata ai laboratori di ricerca, ma uno strumento già capace di modificare produzione, organizzazione aziendale, relazioni commerciali e gestione delle informazioni. La vera sfida sarà però comprendere come integrare queste tecnologie senza perdere il valore umano, territoriale e relazionale che caratterizza il tessuto produttivo italiano. L’open innovation rappresenta proprio questo: la capacità di creare collaborazione tra grandi aziende, startup, professionisti, istituzioni e PMI per generare innovazione condivisa. In questo scenario le reti territoriali avranno un ruolo sempre più importante nel supportare le imprese durante la transizione tecnologica. Non tutte le aziende possiedono infatti le competenze interne necessarie per affrontare questi cambiamenti, ed è qui che strutture associative, sistemi territoriali e reti professionali possono diventare strumenti strategici di accompagnamento.
Generazione Z, nuove competenze e il rischio di una frattura tra scuola, imprese e realtà
Uno dei momenti più delicati e strategicamente importanti dello Young Innovator Business Forum sarà il panel dedicato alla Generazione Z, alle nuove professioni e alle competenze richieste dall’economia digitale. Un tema che oggi non riguarda soltanto i giovani, ma l’intero futuro produttivo italiano. Il mondo del lavoro sta cambiando a una velocità che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile. L’intelligenza artificiale, la digitalizzazione, l’automazione, la trasformazione dei modelli organizzativi e la globalizzazione stanno modificando radicalmente il concetto stesso di professione. Molti lavori tradizionali evolveranno, altri spariranno, mentre nuove figure professionali stanno emergendo in modo rapidissimo. Tuttavia il vero problema non è soltanto tecnologico. Il rischio più grande è la crescente distanza tra il sistema formativo e la realtà concreta delle imprese. Oggi moltissimi giovani entrano nel mercato del lavoro senza una reale comprensione delle competenze richieste dal sistema produttivo contemporaneo, mentre molte aziende faticano a trovare figure adeguatamente preparate. Questo genera una frattura pericolosa tra domanda e offerta di competenze. La presenza al panel di rappresentanti del mondo HR, ICT, sostenibilità e innovazione permetterà di affrontare una delle questioni più importanti dei prossimi anni: come preparare le nuove generazioni a un futuro che cambia continuamente. Ma esiste anche un altro aspetto spesso sottovalutato. I giovani di oggi non cercano soltanto uno stipendio. Cercano identità, senso, possibilità di crescita, flessibilità, relazioni autentiche e progetti nei quali riconoscersi. Ed è proprio qui che molte imprese dovranno cambiare mentalità. Le aziende che sopravvivranno saranno quelle capaci non soltanto di assumere persone, ma di costruire ambienti nei quali talento, formazione e visione possano crescere insieme. La sfida non sarà semplicemente tecnologica. Sarà culturale, organizzativa e profondamente umana.
Infrastrutture strategiche, sovranità tecnologica e il nuovo equilibrio globale
Il panel dedicato alle infrastrutture strategiche, alla sostenibilità industriale e alla sovranità tecnologica rappresenta probabilmente uno dei momenti più geopolitici dell’intera giornata. Oggi il controllo delle infrastrutture digitali, dei dati, dell’energia e delle piattaforme tecnologiche è diventato uno dei principali fattori di potere economico e strategico a livello mondiale. Chi controlla i dati controlla progressivamente intere filiere produttive, capacità decisionali e competitività economica. La presenza di rappresentanti del Polo Strategico Nazionale, di grandi gruppi tecnologici internazionali, di esperti ESG e di operatori dell’innovazione dimostra quanto questi temi siano ormai centrali anche per il sistema industriale italiano. Non si tratta più soltanto di parlare di tecnologia, ma di comprendere come garantire autonomia, sicurezza e capacità competitiva in un contesto globale sempre più instabile. Le crisi geopolitiche degli ultimi anni hanno infatti dimostrato quanto le economie europee siano vulnerabili quando dipendono eccessivamente da infrastrutture, tecnologie o catene produttive esterne. Per questo motivo oggi il concetto di sovranità tecnologica sta assumendo un’importanza crescente anche nel dibattito economico italiano. Le imprese si trovano davanti a una trasformazione enorme: innovare rapidamente mantenendo però sicurezza, sostenibilità e indipendenza strategica. In questo scenario le PMI rischiano spesso di trovarsi schiacciate tra grandi gruppi internazionali, complessità normative e velocità dell’innovazione tecnologica. Ed è qui che diventa fondamentale creare reti territoriali, sistemi associativi e connessioni operative capaci di accompagnare realmente le imprese dentro il cambiamento. La competitività futura non dipenderà soltanto dalla tecnologia posseduta, ma dalla capacità di creare ecosistemi credibili nei quali innovazione, territorio e relazioni possano lavorare insieme.
Competenze, lavoro e futuro del talento digitale: la visione portata da Conflombardia
Tra i momenti più significativi dell’intero forum vi sarà il Panel 5 dedicato a “Competenze, lavoro e futuro del talento digitale”, dove interverrà anche Enrico Bombelli in rappresentanza di Conflombardia PMI. Un panel che affronta uno dei temi più critici per il futuro dell’Italia: il rapporto tra trasformazione digitale, mercato del lavoro, formazione e nuove competenze. Oggi le imprese stanno vivendo una fase di cambiamento profondo. L’automazione, l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e la trasformazione dei modelli produttivi stanno modificando completamente il concetto stesso di lavoro. Molte aziende faticano a reperire personale qualificato, mentre contemporaneamente migliaia di persone si sentono disorientate davanti a un mercato che cambia continuamente regole, strumenti e competenze richieste. In questo scenario emerge una domanda fondamentale: chi accompagnerà realmente imprese, professionisti e lavoratori dentro questa trasformazione? Ed è proprio qui che si inserisce la visione di Conflombardia. Da tempo la nostra struttura lavora per costruire reti territoriali capaci di collegare tutela, informazione, formazione, relazioni e sviluppo operativo. Oggi non basta più limitarsi a rappresentare le imprese. Serve creare connessioni reali tra persone, territori, professionisti, aziende e nuove opportunità. Durante il panel verrà portata anche questa riflessione: il futuro del lavoro non potrà essere affrontato esclusivamente attraverso la tecnologia. La vera differenza continueranno a farla le persone capaci di adattarsi, costruire relazioni, comprendere il cambiamento e trasformarlo in opportunità concrete. Le competenze tecniche saranno importanti, ma ancora più importante sarà la capacità di creare ecosistemi territoriali credibili capaci di accompagnare il cambiamento senza lasciare indietro imprese e lavoratori. Ed è proprio questa una delle grandi sfide che oggi strutture territoriali come Conflombardia stanno affrontando quotidianamente.
Innovazione, startup e il futuro del sistema imprenditoriale italiano
La conclusione dello Young Innovator Business Forum sarà dedicata al rapporto tra innovazione, startup, ricerca e sviluppo imprenditoriale. Un tema che oggi rappresenta uno dei principali indicatori della capacità competitiva di una nazione. I Paesi che riusciranno a trasformare ricerca, idee, tecnologia e competenze in imprese solide saranno infatti quelli capaci di guidare l’economia dei prossimi decenni. Ma innovazione non significa soltanto creare nuove tecnologie. Significa soprattutto costruire un ecosistema capace di collegare università, startup, imprese, professionisti, territori, investimenti e reti operative. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti emersi dall’intera giornata organizzata da ANGI. Il forum non mette semplicemente insieme relatori di alto livello, ma costruisce un vero spazio di dialogo tra mondi che troppo spesso rimangono separati: istituzioni, imprese, giovani, innovatori, territori e professionisti. Oggi il sistema Italia ha enormi potenzialità, ma ha bisogno di accelerare la propria capacità di creare reti, connessioni e visione strategica condivisa. Molte startup italiane possiedono idee straordinarie ma faticano a trovare ecosistemi territoriali capaci di sostenerle realmente nel tempo. Allo stesso modo molte PMI tradizionali hanno bisogno di innovazione ma non riescono a entrare facilmente in contatto con il mondo della ricerca e delle nuove tecnologie. Eventi come questo diventano quindi strumenti fondamentali per creare contaminazione positiva tra realtà differenti. La vera innovazione nasce infatti quando persone, idee, competenze e territori iniziano realmente a dialogare tra loro. Ed è forse proprio questo il messaggio più forte che emerge dalla V Edizione dello Young Innovator Business Forum: il futuro non apparterrà a chi resterà isolato, ma a chi saprà costruire reti credibili, relazioni solide e sistemi capaci di affrontare insieme le grandi trasformazioni del nostro tempo.












