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Conflombardia nelle Canarie: «Prima conoscere il territorio, poi costruire i progetti»

28 Ago, 2026

L’Ambasciatore associativo di Conflombardia in Spagna racconta il primo confronto ad Arona con il Vice Console d’Italia Massimiliano Gori e spiega quale funzione dovrà assumere la presenza dell’organizzazione nelle Isole Canarie

Conflombardia prosegue il lavoro di costruzione della propria rete internazionale attraverso un primo momento di confronto presso il Vice Consolato d’Italia in Arona, Tenerife, competente per le Isole Canarie.

A capo dell’ufficio dal 1° luglio 2026 è il Vice Console Massimiliano Gori, funzionario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con una lunga esperienza nella rete consolare italiana.

Il Vice Consolato di Arona ha competenza sull’intera Comunità autonoma delle Canarie.

L’incontro non ha prodotto accordi o protocolli e non viene presentato come tale. È stato un primo momento di presentazione e conoscenza reciproca.

Abbiamo quindi chiesto all’Ambasciatore associativo di Conflombardia in Spagna di spiegare perché questo incontro sia importante e quale lavoro debba ora seguire.


Qual era l’obiettivo con cui si è presentato al Vice Console?

L’obiettivo era innanzitutto presentare Conflombardia e spiegare il ruolo che mi è stato affidato sul territorio spagnolo.

Non sono andato all’incontro con un progetto già definito da proporre. Ho preferito presentare la disponibilità dell’organizzazione, la mia esperienza come imprenditore italiano che vive e lavora a Fuerteventura e soprattutto la volontà di ascoltare.

Credo che prima di progettare qualsiasi iniziativa sia necessario conoscere gli interlocutori, comprendere il territorio e capire dove possiamo essere concretamente utili.


Che significato attribuisce al confronto con il Vice Console Massimiliano Gori?

Lo considero un primo momento di conoscenza istituzionale.

Non è stato sottoscritto alcun accordo e sarebbe sbagliato presentarlo come una collaborazione già definita.

Il valore dell’incontro sta nell’aver potuto presentare Conflombardia, spiegare la nostra impostazione e iniziare un confronto con un interlocutore istituzionale importante per la comunità italiana presente nelle Canarie.

Ora bisogna lavorare perché questa conoscenza possa essere accompagnata da contenuti e iniziative realmente utili.


Lei vive e opera imprenditorialmente a Fuerteventura. Cosa aggiunge questa esperienza al suo incarico associativo?

Vivere e lavorare qui mi permette di avere un punto di osservazione che va oltre quello di un imprenditore italiano che vive alle Canarie.

Facendo parte di alcune realtà locali e partecipando a incontri e riunioni con imprenditori e istituzioni del territorio, ho la possibilità di conoscere anche il punto di vista canario, non soltanto quello della comunità italiana.

Credo che questa sia una parte importante del mio ruolo: poter mettere in relazione due mondi che spesso vivono nello stesso territorio ma che non sempre hanno occasioni per conoscersi veramente.

Da una parte gli imprenditori italiani che vogliono comprendere meglio le Canarie, dall’altra gli imprenditori canari che possono avere interesse a conoscere meglio il sistema imprenditoriale italiano.

E in mezzo può esserci Conflombardia, non come intermediario commerciale, ma come punto di collegamento e di relazione.

È proprio da questa esperienza sul territorio che può nascere un progetto realmente a 360 gradi, nel quale anche il Vice Consolato d’Italia in Arona, Tenerife possa essere coinvolto, ciascuno naturalmente nel proprio ruolo e nelle proprie competenze.


Qual è, allora, la funzione concreta di un Ambasciatore Conflombardia?

Non credo che l’Ambasciatore debba presentarsi come qualcuno che ha tutte le risposte.

Deve essere soprattutto un punto di collegamento.

Ascoltare l’impresa, capire quale problema presenta, raccogliere le prime informazioni e successivamente individuare chi possiede la competenza necessaria.

Se il problema è consolare, esistono le istituzioni competenti. Se è fiscale, legale, amministrativo o professionale, devono intervenire soggetti qualificati.

Il valore dell’Ambasciatore consiste anche nel sapere quando fermarsi e a chi indirizzare l’impresa.

 “Il valore dell’Ambasciatore consiste anche nel sapere quando fermarsi.”


Cosa non deve fare un Ambasciatore Conflombardia?

Non deve sostituirsi alle istituzioni, non deve fare promesse che non può mantenere e non deve trasformarsi in un venditore di servizi.

E soprattutto non deve svolgere attività professionali per le quali siano necessarie competenze o abilitazioni specifiche se non le possiede.

Deve saper riconoscere un bisogno e costruire il collegamento corretto.

Credo che anche questo significhi rappresentare seriamente un’organizzazione.


Lei parla spesso di creare un ponte tra Italia e Canarie. Cosa dovrebbe significare concretamente?

Per me creare un ponte tra Italia e Canarie significa soprattutto creare relazioni.

Non soltanto aiutare un imprenditore italiano a conoscere meglio il territorio, ma anche far conoscere alle realtà canarie il mondo imprenditoriale italiano.

Attraverso le realtà locali alle quali partecipo e gli incontri con le istituzioni, sto cercando di costruire proprio questo tipo di relazione: mettere intorno allo stesso tavolo persone che hanno competenze, esperienze e interessi diversi e trovare dove possono esserci punti di contatto.

Credo che anche il Vice Consolato d’Italia in Arona, Tenerife possa avere un ruolo importante all’interno di questa visione, naturalmente mantenendo ognuno il proprio ruolo.

L’idea che mi piacerebbe sviluppare nel tempo è quindi un progetto a 360 gradi: imprese italiane, imprese canarie, associazioni, professionisti e istituzioni che possano dialogare e creare opportunità concrete.

Non voglio partire dicendo che questo progetto esiste già. Vorrei prima costruire le relazioni necessarie e capire se ci sono realmente le condizioni per farlo.

Ma penso che sia proprio questo il valore di una presenza come quella di Conflombardia sul territorio.


Quindi Conflombardia non vuole promuovere indiscriminatamente le Canarie come mercato per le PMI italiane?

Assolutamente no.

Ogni azienda ha caratteristiche differenti e non esiste un mercato adatto a tutti.

Prima bisogna conoscere il progetto dell’impresa, il prodotto o servizio, il mercato, la normativa, i costi e gli interlocutori.

Parlare di opportunità senza aver verificato questi elementi sarebbe poco serio.

Il nostro compito dovrebbe essere aiutare l’impresa a porre le domande giuste prima di investire tempo e risorse.


Cosa deve succedere adesso perché questo primo incontro produca qualcosa di concreto?

Il primo lavoro deve essere sul territorio.

Dobbiamo iniziare a raccogliere in maniera più strutturata le esigenze degli imprenditori italiani, capire quali problematiche ricorrono più frequentemente e distinguere quelle che possono essere affrontate attraverso informazione e orientamento da quelle che richiedono professionisti o interlocutori istituzionali.

Successivamente Conflombardia potrà valutare se organizzare approfondimenti, incontri informativi o altre iniziative mirate.

Non credo sia utile partire annunciando un calendario di attività prima di sapere quali siano i bisogni.


Se dovesse sintetizzare il metodo in una frase?

«Partire dall’ascolto, capire dove possiamo essere utili e costruire le relazioni necessarie senza promettere ciò che ancora non esiste.»


Conflombardia

L’incontro di Arona rappresenta quindi un primo passo nella costruzione della presenza di Conflombardia nelle Canarie. Non un accordo già raggiunto, né la presentazione di un progetto già definito, ma l’inizio di un percorso che parte dalla conoscenza e dall’ascolto.

La mia esperienza di imprenditore italiano che vive e lavora nelle Canarie, insieme alla partecipazione a realtà locali e agli incontri con imprenditori e istituzioni, può diventare uno strumento concreto per favorire una maggiore conoscenza reciproca tra il mondo imprenditoriale italiano e quello canario.

In questo percorso credo possa esserci spazio anche per il Vice Consolato d’Italia in Arona, Tenerife  nel pieno rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno. Non per creare sovrapposizioni, ma per favorire un dialogo più ampio tra chi vive, lavora e investe su questo territorio.

Il valore di questo progetto non si misurerà quindi dal numero degli incontri realizzati, ma da ciò che riusciremo a costruire nel tempo: conoscenza, fiducia e opportunità di collaborazione.

È da qui che, secondo me, bisogna partire: prima ascoltare e capire, poi mettere insieme le persone giuste e solo alla fine trasformare le idee in progetti concreti.

Conflombardia – Il Sindacato della Comunità

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