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Osservatorio PMI 2.0 del 26 agosto 2026.

26 Ago, 2026

Dall’energia al RENTRI, dal CBAM ai nuovi incentivi lombardi, fino ai controlli su fisco, sicurezza alimentare, autorizzazioni, ambiente e prodotti: la nuova uscita dell’Osservatorio Conflombardia trasforma notizie, norme e verifiche reali in indicazioni operative per le PMI.

Il problema, per chi guida una piccola o media impresa, non è più soltanto trovare le informazioni. Le informazioni arrivano continuamente, spesso frammentate, mescolando norme già operative, scadenze future, incentivi, dati economici, interpretazioni, controlli e casi di cronaca. Il problema vero è capire quali fatti meritano attenzione, cosa cambia concretamente per l’impresa e quali verifiche devono essere fatte prima che una scadenza, un errore documentale o un controllo diventino un problema.

È con questa impostazione che Conflombardia pubblica l’Osservatorio PMI 2.0 del 26 agosto 2026, una nuova uscita costruita attraverso un lavoro di ricerca, verifica delle fonti, confronto con le edizioni precedenti, eliminazione delle duplicazioni e successivo Audit e Red Team sui singoli contenuti.

La struttura resta quella ormai caratteristica dell’Osservatorio: 10 fatti per aiutare l’impresa a decidere e 5 casi reali di vigilanza e controllo per comprendere dove si concentrano i rischi operativi, ai quali questa volta si aggiunge uno speciale dedicato alla nuova convenzione nazionale Conflombardia sul welfare aziendale.

Dai costi energetici alla compliance europea

La prima parte dell’Osservatorio attraversa alcuni dei dossier che possono incidere direttamente su costi, investimenti, organizzazione e competitività.

Si parte dall’energia, con la stima CNA di 11,8 miliardi di euro di extracosti nei primi sei mesi, un dato che non viene presentato come statistica governativa ma correttamente attribuito alla fonte che lo ha elaborato. Il tema interessa le imprese non soltanto per il prezzo del carburante o dell’elettricità, ma per l’effetto che l’energia continua ad avere sui margini e sulle filiere.

Sul fronte europeo, Eurostat fotografa nel secondo trimestre un deficit commerciale dell’Unione di 21,8 miliardi di euro, mentre il saldo energetico pesa per oltre 101 miliardi. La lettura proposta dall’Osservatorio non si ferma al dato macroeconomico: per una PMI che importa, esporta o utilizza materie prime provenienti dall’estero, il commercio internazionale resta una variabile da incorporare nelle scelte di acquisto, nei prezzi e nella gestione dei fornitori.

Anche agricoltura e filiere alimentari richiedono attenzione. Il Joint Research Centre della Commissione europea segnala gli effetti di siccità e caldo sulle colture estive, con cali che in alcune produzioni possono arrivare fino al 14% rispetto alla media quinquennale. Non significa che l’intera agricoltura europea abbia perso il 14%, ma che determinati raccolti e territori stanno mostrando criticità capaci di trasferirsi lungo la filiera.

PPWR, RENTRI e CBAM: le scadenze non si possono più leggere isolate

Tre pagine dell’Osservatorio sono dedicate a cambiamenti regolatori che richiedono alle aziende non soltanto conoscenza della norma, ma organizzazione interna.

Il PPWR, il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, è ormai entrato nella fase applicativa. La questione centrale per le imprese non è semplicemente sapere che il regolamento esiste, ma comprendere la propria posizione nella filiera: fabbricante, importatore, distributore e utilizzatore non hanno gli stessi obblighi, e conformità, documentazione tecnica e dichiarazioni devono essere gestite coerentemente.

Sul RENTRI il passaggio operativo è ancora più vicino. Fino al 15 settembre gli operatori interessati possono trovarsi nel periodo transitorio previsto, mentre dal 16 settembre 2026 il FIR digitale diventa obbligatorio per gli iscritti. La pagina distingue volutamente due aspetti che spesso vengono confusi: gestione digitale del formulario e trasmissione dei dati al Registro non sono la stessa cosa. Il vero rischio è arrivare alla data con l’iscrizione formalmente effettuata, ma senza avere definito persone, dispositivi, software, firme e rapporti operativi con trasportatori e destinatari.

Anche il CBAM entra in una fase più strutturata. La nuova guida della Commissione europea sulla verifica delle emissioni e sull’accreditamento dei verificatori rafforza un principio destinato a incidere sempre più sulle imprese importatrici: il fornitore extra-UE non è più soltanto un soggetto dal quale acquistare un prodotto, ma diventa anche una fonte di dati regolatori. Codice doganale, impianto produttivo, emissioni incorporate, valori di default o effettivi e verificazione diventano elementi che possono influenzare il costo reale della fornitura.

Due opportunità concrete per le imprese lombarde

L’Osservatorio dedica poi spazio a due misure operative.

Il Bando SI4.0 2026 mette a disposizione 5,075 milioni di euro per progetti legati a robotica, intelligenza artificiale e tecnologie digitali 4.0. Il contributo può arrivare al 50% delle spese ammissibili, fino a 30.000 euro, ma il messaggio che abbiamo voluto mettere in evidenza è un altro: non è un click-day. Conta la qualità del progetto, il punteggio, la cantierabilità, la coerenza con l’impresa e la disponibilità delle risorse territoriali.

Con Export su Misura 2026, invece, fino a 75 PMI lombarde potranno essere accompagnate verso otto mercati esteri attraverso formazione, piano strategico, ricerca partner, incontri B2B, missione e follow-up. Anche qui abbiamo eliminato una possibile semplificazione: gli 11.500 euro rappresentano il valore massimo dei servizi messi a disposizione, non un contributo cash erogato automaticamente all’impresa.

Un segnale europeo da leggere senza allarmismi

Eurostat segnala inoltre che nel secondo trimestre 2026 le registrazioni di nuove unità legali nell’UE sono diminuite dello 0,5%, mentre le dichiarazioni di fallimento sono aumentate del 5,7% rispetto al trimestre precedente.

Sono numeri importanti, ma vanno letti correttamente: il +5,7% non significa che il 5,7% delle imprese sia fallito, così come una registrazione amministrativa non equivale automaticamente alla nascita economica di una nuova impresa.

Per Conflombardia questo dato è soprattutto un radar. L’imprenditore dovrebbe utilizzarlo per chiedersi cosa sta accadendo nella propria filiera: clienti che pagano più lentamente, ordini rinviati, concentrazione su pochi fornitori, liquidità, marginalità e esposizione commerciale sono segnali che devono essere osservati prima che si trasformino in emergenza.

Chiude le dieci notizie principali il caso ANIS nella logistica, con la certificazione di regolarità indicata come requisito di accesso alla nuova associazione. Anche qui l’Osservatorio precisa ciò che la notizia non significa: non si tratta di un nuovo obbligo di legge né di una certificazione statale. Il fatto è però interessante perché segnala una direzione precisa: la capacità di dimostrare regolarità societaria, contributiva, fiscale, contrattuale e finanziaria può diventare sempre più un elemento competitivo nella qualificazione dei fornitori.

Cinque controlli reali, cinque lezioni diverse

La seconda parte dell’Osservatorio cambia prospettiva. Non partiamo dalla norma, ma da controlli realmente eseguiti, chiedendoci ogni volta quale sia la lezione concreta per una PMI.

Nel caso di Siena, il controllo su fatture per 1,185 milioni di euro e il sequestro preventivo da 438.240 euro mostrano come la verifica fiscale possa ricostruire non soltanto la fattura, ma anche capacità operativa, personale, mezzi, materiali e movimenti finanziari. Il punto non è avere il documento: è poter dimostrare che dietro quel documento esiste un’operazione economica reale.

La campagna dei NAS su bar e ristoranti, con 272 controlli e 147 situazioni non conformi nell’ambito delle verifiche sulle acque trattate, dimostra invece quanto procedure, impianti, manutenzione, registrazioni e informazioni al consumatore siano parte integrante della gestione dell’attività. Il 54% riguarda esclusivamente il campione controllato e non può essere trasformato in una statistica sull’intero settore.

A Salerno, un controllo congiunto sul litorale ha prodotto oltre 17.000 euro di sanzioni amministrative e tre denunce relative a contestazioni demaniali. La lezione è particolarmente utile per le attività commerciali: avere un’impresa regolarmente iscritta non significa automaticamente avere ogni autorizzazione necessaria per utilizzare quello spazio, quella struttura o quel veicolo.

La quarta pagina di vigilanza è stata corretta durante l’Audit. Il caso inizialmente previsto per Caltagirone presentava infatti una criticità di freschezza e non è stato utilizzato. È stato sostituito con un caso ufficiale dei Carabinieri Forestali a Tortora, relativo al sequestro preventivo di un complesso industriale dove erano presenti circa 100 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Qui la lezione riguarda rifiuti, reflui, acque di prima pioggia, spurghi, oli e tracciabilità: il rifiuto non comincia quando arriva il trasportatore, ma quando viene prodotto dall’impresa.

Infine Parma, dove la Guardia di Finanza ha sequestrato amministrativamente 953 prodotti non conformi in un emporio. Informazioni obbligatorie, lingua, identificazione del produttore e marcatura CE, quando richiesta, devono essere controllate prima che il prodotto arrivi sullo scaffale. Il distributore non può considerare sufficiente la semplice circostanza di aver ricevuto la merce da un fornitore.

Lo speciale: welfare aziendale, dalla piattaforma al progetto

Questa uscita si chiude con uno speciale convenzioni dedicato alla nuova collaborazione nazionale tra Conflombardia e Welfarebit.

Il welfare aziendale viene spesso ridotto a un catalogo di buoni, rimborsi e servizi. L’impostazione scelta è differente: prima vengono l’ascolto dell’impresa e delle persone, l’analisi degli obiettivi e la progettazione; solo successivamente arrivano piattaforma e gestione.

La convenzione prevede la possibilità di accompagnare le imprese nella progettazione dei piani di welfare, nella configurazione della piattaforma, nella formazione dei dipendenti e nell’assistenza ai beneficiari. Welfarebit resta il soggetto tecnico responsabile dell’erogazione dei servizi, mentre Conflombardia mantiene distinto il proprio compito di informare, orientare e accompagnare le imprese verso una scelta consapevole.

Come viene ribadito nell’intervista collegata allo speciale, un piano di welfare non diventa utile perché contiene molti benefit: diventa utile quando parte dai bisogni reali delle persone ed è sostenibile per l’organizzazione.

Informare prima per decidere meglio

L’Osservatorio PMI 2.0 continua quindi a seguire una regola semplice ma impegnativa: non pubblicare tutto quello che accade, ma selezionare ciò che può produrre una decisione, una verifica o un’azione concreta.

Ogni edizione nasce da un radar più ampio, passa attraverso il controllo delle fonti, la verifica della data e del fatto nuovo, l’eliminazione delle duplicazioni e un Audit finale sui numeri e sulle interpretazioni.

Perché per una PMI l’informazione diventa realmente utile soltanto quando consente di rispondere a tre domande: cosa è successo, cosa significa per la mia impresa e cosa devo verificare adesso.

Osservatorio PMI 2.0 — 26 agosto 2026
10 fatti per decidere. 5 controlli per non farsi trovare impreparati.
Conflombardia — Il Sindacato della Comunità.

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